Roma, 14 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Credo che questo film sia uno spaghetti-gangster e l'unico modo per garantirgli una certa credibilità fosse quello di affidarsi a questi attori. Ho scritto la sceneggiatura pensando solamente a loro: è una bella banda già nella vita e l'energia che trasmettono al film si deve anche a quelle 3-4 settimane di prove che abbiamo fatto prima di iniziare le riprese". Guido Lombardi presenta 'Take Five', opera seconda realizzata dopo l'ottimo esordio con 'Là-bas', oggi in concorso al Festival di Roma. Mix tra commedia nera e gangster movie, il film racconta l'impresa tentata da cinque criminali napoletani, che si uniscono per cercare di rapinare una banca: Gaetano, il ricettatore, suo nipote Ruocco, giovane pugile squalificato a vita, poi Sciomèn, gangster leggendario e depresso, Sasà, fotografo di matrimoni, ex rapinatore, reduce da un infarto. E Carmine, idraulico con il vizio del gioco (e relativi debiti), che un giorno si ritrova nel caveau di una banca per riparare una perdita. E si fa venire un'idea… "Il primo film che mi è venuto in mente dopo l'idea partorita insieme a Gaetano Di Vaio è stato 'The Big Kahuna', proprio per il discorso relativo ai pochi ambienti in cui abbiamo realizzato la storia. E i pochi ambienti sono fondamentali per sfruttare meno location e, di conseguenza, risparmiare un bel po' sui costi di produzione", dice ancora il regista. (segue)




