Roma, 24 ago. (Adnkronos) - Nove titoli al Lido e di questi tre in Concorso, gli unici italiani, che per di più si travaseranno tutti e tre nel programma del Festival di Toronto. Rai Cinema incassa una presenza inusitata alla 71esima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, con legittima soddisfazione dell'ad Paolo Del Brocco che, conversando con l'AdnKronos, dice: "Una performance importante che premia autori e produttori ma anche le nostre scelte editoriali, improntate a un racconto del paese attraverso le chiavi di lettura più varie". Del Brocco, Concorso a parte, si dice particolarmente "orgoglioso" di 'Italy in a Day', film collettivo 'assemblato' da Gabriele Salvatores, per il quale tutta la Rai si è mobilitata, dichiarando l'intenzione di ripetere l'esperimento a scadenza fissa, magari ogni cinque anni. "'Italy in a Day' è un esperimento di film partecipativo: 45mila italiani hanno mandato i loro video, oltretutto affrontando una procedura abbastanza difficile. Ne è uscito un film bellissimo, posso dirlo perchè è fuori concorso, che racconta la pancia del Paese, la piccola quotidianità, con suggestioni, emozioni di ogni tipo, in 75 minuti -spiega Del Brocco- Una operazione che Rai ha appoggiato in modo fortissimo. Salvatores ha selezionato e utilizzato quanto ci è arrivato per montare il film ma il materiale resta di proprietà della Rai." "Grazie a 45mila italiani abbiamo in pratica creato nelle teche Rai, dove affluirà tutto, una bolla che contiene il Paese in un momento preciso della sua storia, il 26 ottobre del 2013. Dopo Venezia il film avrà un'anteprima a Roma poi sarà nelle sale per un giorno e quindi in tv, in prima serata, in una data ancora da definire puntualmente. Per lanciarlo useremo parte dei materiali nelle settimane precedenti la messa in onda. Poi la Rai potrà farne, se vorrà, delle 'serie', magari tematiche, ad esempio sul web. Insomma ulteriori utilizzi ci saranno sicuramente e altrettanto sicuramente dal punto di vista strategico è una cosa da fare di nuovo, ci abbiamo già pensato -scandisce Del Brocco- Naturalmente queste scelte chiamano in causa tutta la Rai e comunque si rifanno a distanza di anni, come le grandi indagini statistiche. Personalmente penso che la giusta scadenza sarebbe ogni cinque anni". (segue)


