(Adnkronos/Cinematografo.it) - "Mi ha certamente aiutato -ha confessato il costumista- la presenza di attori straordinari: all'inizio avevamo dei dubbi su Burt Lancaster, che da interprete americano doveva calarsi nei panni di un nobile siciliano dell'800, un personaggio di cui non poteva conoscere nulla. Ma la grandiosità della sua recitazione ha fugato ogni nostra reticenza: era un vero attore, capace di 'entrare ed essere' il personaggio che interpretava. Se l'attore è sbagliato, il costume non può venire in soccorso: non fu quello il caso". "Il mio pallino fisso durante le riprese -ha proseguito Tosi- fu il costume di Angelica/Claudia Cardinale nella memorabile scena del ballo. Era una donna del popolo che doveva entrare nella sala della danza come una fata. Lavorai su 4 costumi diversi, e alla fine la scelta cadde su un abito con stratificazioni di colori, con un singolare 'effetto Medusa'. Il materiale usato fu organza di Dior; per i bordi della scollatura e della gonna usai invece dei nastri 'magici' che avevo recuperato al mercato delle pulci di Parigi. Grazie a quei nastri, nella scena dell'ingresso nella sala da ballo, Angelica viene ripresa da dietro e sembra letteralmente fluttuare. Comunque Visconti sul set fu un faro, non solo per me ma per tutto il cast. Agli attori diceva sempre: 'Non preoccupatevi, se sbaglierete, vi correggerò'. Lancaster si ispirò proprio al regista per interpretare Don Fabrizio, Principe di Salina". Alla presentazione è intervenuto a sorpresa anche Enrico Lucherini, celebre addetto stampa dello spettacolo che seguì la realizzazione del Gattopardo. "Per promuovere il film mi inventavo storielle come quella per cui i fiori presenti sul set erano stati fatti arrivare dalla riviera ligure, quando invece li avevamo comprati dietro l'angolo", ha ricordato scherzosamente. (segue)




