Roma, 14 ott. (Adnkronos/Cinematografo.it) - A chi gli chiede come si pone il Festival di Roma rispetto alla Mostra di Venezia o al Festival di Torino, Marco Müller risponde: "Non sono solo tre i festival in Italia, si pensi a quello di Pordenone che qualche giorno fa ci ha regalato un film di Orson Welles che nemmeno sapevamo esistesse, o a quello di Giffoni che si rivolge ad un pubblico di ragazzi. Noi ragioniamo sulla base di un macroevento metropolitano che non può essere solo Festival, ma in continuo movimento, senza linee tematiche, un momento di Festival e di Festa insieme. Ci saranno delle accentuazioni, è normale che la grammatura non sarà perfetta". Mentre per quello che riguarda l'annuncio nei giorni scorsi di alcuni titoli in cartellone, anche in Concorso, il direttore del Festival spiega: "Quello a cui miriamo è una sorta di Toronto europea, anche per questo abbiamo voluto provare una linea di comunicazione simile, avendo naturalmente la certezza da parte dei produttori della presenza di quei titoli". Sul fronte dei divi che calcheranno il red carpet, invece, Müller non si sbilancia: "Le presenze delle star saranno comunicate insieme ai distributori nazionali o internazionali". Non mancheranno però - oltre alle già annunciate masterclass di Tsui Hark (condotta da Olivier Assayas) e Jonathan Demme - incontri, duetti e tavole rotonde, come quella sul "Cinema di genere italiano, ieri e oggi". O le retrospettive (come quella sull'epoca d'oro del Peplum italiano, "Ercole alla conquista degli schermi") e gli omaggi, come ‘Le tentazioni del dottor Antonio’, episodio di ‘Boccaccio 70’ diretto da Federico Fellini nel 1961 (riproposto nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale). A vent'anni dalla scomparsa, il grande regista italiano sarà ricordato anche dai documentari ‘L'altro Fellini’ (di Roberto Naccari e Stefano Bisulli) e ‘Federico degli spiriti - L'ultimo Fellini’ (di Antonello Sarno), Fuori Concorso in Prospettive Doc Italia. Sempre restaurati dalla Cineteca Nazionale, poi, non mancheranno gli omaggi a Giuliano Gemma (‘Arrivano i titani’, 1962, di Duccio Tessari) e a Carlo Lizzani (‘Il processo di Verona’, 1963), scomparsi recentemente. Mentre per il centenario della nascita di Renato Castellani e per ricordare il quarantesimo anniversario della morte di Anna Magnani, verrà riproposto ‘Nella città l'inferno’ (1959).




