(Adnkronos) - Allo stesso modo, un grande concerto puo' produrre fino a 20 tonnellate di CO2. Cosi' sono sempre di piu' gli artisti che si preoccupano di rendere 'innocue' dal punto di vista ambientale le loro performance. Ci sono poi eventi di spettacolo che sempre piu' spesso nascono proprio per sensibilizzare gli spettatori alle tematiche ambientali. Basti pensare a quanto accaduto il 7 luglio del 2007 con il Live Earth - The concert for a climate in crisis', maratona planetaria di ventiquattr'ore con una serie di concerti di musica pop e rock in diverse citta' del mondo e la partecipazione di tante grandi star quali Madonna, KT Tunstall, James Blunt, Joss Stone, Linkin Park, Enrique Iglesias, The Police, Keane, Metallica, Paolo Nutini e Bon Jovi. L'evento (che in misura diverse e meno coordinata si ripete da allora ogni anno nell'Earth Day) ha venduto oltre un milione di biglietti, ha visto partecipare 118 artisti di fama negli 8 mega-concerti più 3 mini-concerti in tutti i continenti, totalizzando anche due miliardi di spettatori in tutto il mondo, via tv, radio e internet. All'epoca si calcolo' che un concerto così può produrre fino a 150 tonnellate di CO2. Anche in quel caso il calcolo venen fatto da Life Gate. "Un concerto di quelle dimensioni -spiega l'ingegner Simone Molteni, creatore del software di LifeGate che calcola le emissioni di CO2 di ogni azione umana e le traduce in ettari di foreste necessarie ad assorbirli - produce tanta anidride carbonica quanto 500 appartamenti medi italiani in un mese. Oppure quanto 4.200 furgoni diesel in un giorno. La sfida di questi eventi è riuscire poi a diffondere la coscienza civica del problema". (segue)




