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Maratona delle Dolomiti, emozioni con Tommaso Elettrico e Alex Zanardi

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Maria Pezzi
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Avere un cognome Elettrico e tagliare il traguardo della Maratona dles Dolomites con la sola forza delle gambe. Il materano Tommaso Elettrico per la terza volta consecutiva si è lasciato alle spalle tutti sul traguardo di Corvara, in Alta Badia, dopo 7 passi dolomitici, 138 chilometri arsi dal sole e 4230 metri di dilivello. Ha vinto in 4h38'13'' staccando di 4 minuti altri due italiani, Fabio Cini e Vincenzo Pisani. “Un'emozione incredibile – ha detto Elettrico -, partire con i favori del pronostico e centrare l'obiettivo mi fa tremare le gambe dalla gioia”. In campo femminile, invece, riconferma della tedesca Christina Rausch (in 5h22'26''), che ha iniziato a fare ciclismo solo 10 anni fa, ma ha saputo bruciare le tappe. Dietro di lei Martha Maltha e la nostra Simona Parente. Ma quello che ha fatto colore ed emozione è stato quel seprentone umano di 9038 ciclisti (926 donne) provenienti da 72 nazioni che per una domenica hanno “chiuso” i passi al traffico motorizzato e sono diventati gli appassionati protagonisti di una corsa che è insieme fatica, passione, tradizione e panorami indimenticabili.  Si sono svegliati alle 4, hanno fatto colazione con la pasta, si sono vestiti un po' a cipolla ed alle 6,30 hanno “acceso” la 33a edizione della più importante gran fondo ciclistica del mondo. Alla fine li trovi tutti con il naso schiacciato alle bacheche dei risultati. Cercano il loro nome, confrontano i tempi e cercano di capire dove hanno dato il meglio e dove potevano dare di più. Ma sorridono all'impresa di aver tagliato il traguardo e di avere racconti da riportare a casa. La felicità alla fine non è soltanto del vincitore ma di tutti. E lo capisci bene guardando negli occhi Alex Zanardi che con la sua handbike ha portato a termine il percorso medio (106km e 3.130 m di dislivello) in 5h09'38'', prendendo coscienza di come a 53 anni la fatica si fa sentire ma irrobustendo il suo sogno a cinque cerchi. Il prossimo anno sarà una delle punte di diamante azzurre alle Paralimpiadi di Tokyo, dove ci arriverà da atleta ma anche da tutor di un progetto che vuole portare 3 giovani disabili nella sua stessa avventura. “Non ho ancora capito – scherza sorridendo – se darsi degli obiettivi è un modo per restare giovane o se sono giovane e quindi mi pongo degli obiettivi”. Zanardi racconta con semplicità che la felicità non è nient'altro che porsi “mete oneste e dare il meglio per centrarle. La vita resta un'opportunità giorno dopo giorno, anche quando credi che ti abbia tradito. Se riusciamo a sorriderle per quello che ci dà non avremo rimpianti”. di Paola Pollai

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