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Serie A, ripartenza senza Var: "Costretti a farlo", Marcello Nicchi mente sugli arbitri?

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La serie A intende ripartire, ma al momento non sa né come né quando. Impossibile fare calcoli e previsioni mentre l’Italia è nel pieno dell’epidemia da coronavirus e il governo non ha nemmeno iniziato a preparare la fase due, ovvero quella della graduale riapertura. Dopo Pasqua qualcosa inizierà a muoversi, ma al momento la sensazione è che prima di metà maggio non cambierà assolutamente nulla per il mondo del calcio. Che è dilaniato dalle discussioni interne e dai timori di un tracollo economico: molti club vogliono annullare tutto, ma i vertici spingono affinché la stagione trovi una sua conclusione.

 

 

È in piedi l’ipotesi di arrivare fino all’autunno pur di giocare, ma intanto Marcello Nicchi avvisa: “Potremmo essere costretti a ripartire senza Var. Oggi per il Var si usano ambienti angusti, ci sono operatori che lavorano vicini ad altri e non si può sapere chi ha frequentato chi. Si corre il rischio che non ci siano le dovute distanze di sicurezza”. Notizia clamorosa per il presidente dell’Aia: l’angusta cabina del Var può essere trasformata in modo tale da rispettare tutte le norme sanitarie. Ma forse dietro la “costrizione” di ripartire senza Var si nasconde una malcelata voglia di lasciare la tecnologia a casa e tornare a sbagliare dieci volte più di quanto non si faccia ora. 

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