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Il Napoli con la Juventus ha barato? Sì, ma così perde tutta la Serie A

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Dopo un'attesa lunga 10 giorni è arrivata la sentenza sulla non-partita Juve-Napoli, saltata domenica 4 ottobre per l'effettiva assenza dei partenopei. Il match finisce 3-0 a tavolino per i bianconeri, al Napoli viene comminato anche un punto di penalizzazione. Aurelio De Laurentiis, presidente furioso, ha immediatamente presentato ricorso (tweet in serata dal profilo ufficiale: «La SSCN da sempre rispetta le regole e la legge. Attende con fiducia l'esito dell'appello credendo fermamente nella Giustizia»). Il giudice, il signor Gerardo Mastrandrea, è stato abbastanza chiaro: non sussistevano le cause di forza maggiore per non presentarsi all'Allianz Stadium. Nel dispositivo si specifica che «Il giudice è chiamato a valutare unicamente la eventuale sussistenza dei motivi di forza maggiore» e che è preclusa «ogni valutazione sulla legittimità di atti e provvedimenti, in qualunque forma adottati, delle Autorità sanitarie e territoriali posti in essere a tutela della salute di singoli o della collettività».

 

Come a dire: noi non abbiamo alcuna intenzione di intralciare il lavoro delle autorità, sappiamo solo che il Napoli ha detto "no" alla trasferta prima che l'Asl vietasse gli spostamenti e, quindi, tanti saluti alle cause di forza maggiore. «Soltanto alle 14.13 del 4 ottobre, cioè il giorno della gara, l'Asl indica "non sussistenti le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti. I primi segnali che giungevano dalle Autorità apparivano obiettivamente non ostativi all'applicazione del Protocollo e dunque all'effettuazione della trasferta». Nel momento in cui arriva "l'ordine dell'Autorità", cioè la già indicata nota dell'Asl del 4 ottobre alle 14.13, «la prestazione sportiva del Napoli (che fin dalla sera precedente aveva proceduto a disdire il viaggio aereo programmato con apposito charter) era nel frattempo oggettivamente divenuta di suo impossibile».

Tra le altre cose il giudice ha analizzato il carteggio tra Napoli e autorità sanitarie. Il 2 ottobre «veniva comunicato in maniera chiara e inequivocabile che la responsabilità nell'attuare i protocolli previsti dalla Figc per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 è in capo alla Soc. Napoli e pertanto l'Azienda non ha alcuna competenza». Morale, il Napoli incassa il 3-0 a tavolino e il punto di penalizzazione perché ha scelto di non andare a Torino, non perché le sia stato impedito, cosa che è capitata solo in un secondo momento. Di fronte a questa versione delle cose diventa inevitabile la scelta del giudice che, però, applica un regolamento decisamente senza senso. Il Napoli ha "barato"? Paghi di suo con una bella squalifica da 10 punti, ma rigiochi la partita. In questo modo determina uno svantaggio alle - incolpevoli - avversarie dei bianconeri, ma anche alla Juve stessa che, dovesse vincere lo scudetto per 1 o 2 punti, verrebbe additata come la squadra che ha vinto "lo scudetto di tampone". No, il regolamento è sbagliato e ci porta ad una ulteriore valutazione: se i capoccioni del calcio nostrano, visto il caso eccezionale (i positivi in casa-Genoa) avessero deciso di andare oltre il protocollo e rinviato Juve-Napoli, ora staremmo parlando d'altro. Ma quello si chiama buonsenso e non gioca in Serie A. 

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