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Massimiliano Allegri, disoccupato di lusso? Fabrizio Biasin: perché fa benissimo ad aspettare

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La grandezza, a volte, si misura dalla capacità di restare in disparte. Di non cedere al primo che passa. Di non farsi prendere dalla paura di finire nel dimenticatoio. Ecco, Massimiliano Allegri da Livorno, 53 anni, vincitore di mezza tonnellata di scudetti, due volte finalista di Champions League con la Juve che in quelle due finali (poi perse) ci è arrivata non "malgrado" Allegri ma "grazie" ad Allegri, non allena da tanto tempo, addirittura troppo per siffatto vincente. 

 

È la fine della stagione 2018-2019, i bianconeri decidono di virare verso il "bel calcio" e sono certi che quel tecnico lì non sia adatto a quel genere di rivoluzione. Meglio Sarri. Allegri accetta di farsi da parte - non avrebbe potuto fare altrimenti - continua a percepire il suo lauto stipendio (circa 7,5 milioni netti all'anno, contratto scaduto lo scorso giugno), attende il momento buono per rientrare. Poteva essere l'estate passata, quella dello scazzo tra Conte e Inter, poi rientrato con la famosa riunione di Villa Bellini: lì Max era stato "prenotato" da Giuseppe Marotta che, giustamente, si era apparecchiato un sostituto di livello in caso di addio dell'ex ct. 

Alla fine Conte ha scelto di proseguire e tanti saluti. Poteva essere ora, con il Psg che toglie il panettone dal tavolo di Thomas Tuchel e, però, lo mette su quello dell'argentino Mauricio Pochettino. E quindi niente, ad Allegri tocca saltare un altro giro, perché in serie A son tutti a posto, in Spagna pure, in Inghilterra ci sarebbe il solo Arsenal che è troppo "piccino" per le legittime ambizioni di uno che al momento è certamente tra i primi 10 tecnici al mondo. A rallentare il rientro ci si è messo anche il covid, tra l'altro, l'infame virus che ha dato una mazzata alle casse dei club e prossimamente la darà anche agli ingaggi di giocatori e allenatori: Allegri è uscito di scena quando poteva pretendere un corposo aumento, ora per ottenerlo non può fare altro che ambire ad uno dei 9-10 top club mondiali, nella speranza che se lo possano ancora permettere. 

E quindi tocca pazientare. E non è semplice, soprattutto perché proprio lui qualche mese fa ha manifestato la sua impazienza all'agenzia francese France-Press: «Sono sicuro, a settembre tornerò ad allenare. Ho voglia di ripartire». Settembre è passato, la voglia è rimasta, le pretendenti scarseggiano. Ma, calma signori, stiamo parlando di calcio e il calcio ci insegna che quello che ora pare solido e bellissimo, tra qualche mese potrebbe diventare altro. E quindi Allegri, presto, tornerà al suo posto, per fortuna sua e di chi se lo ritroverà in panchina, perché nell'epoca dei "maestri di calcio" ci sono pochissimi "gestori di rose" e, quelli, i gestori, sono i Gronchi Rosa del calcio ad altissimo livello.

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