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Juventus-Inter, Cuadrado tiene in vita i bianconeri: la squadra di Conte sconfitta 3-2 tra rigori e polemiche

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Tre rigori, due espulsioni, più di un giro al Var di Calvarese e nervi a fior di pelle dentro e fuori dal campo. Un derby d'Italia infuocato regala tre punti di speranza alla Juventus, che resta ancora in corsa per un posto in Champions superando 3-2 l'Inter, venuta a Torino con il coltello tra i denti e lo scudetto sul petto. La doppietta di Cuadrado, autore del gol del momentaneo 2-1 al crepuscolo del primo tempo e del sigillo – dal dischetto – che condanna i nerazzurri, spacca un match non spettacolare ma sempre intenso, soprattutto dopo il botta e risposta nel primo tempo firmato dai bomber Ronaldo e Lukaku. La Vecchia Signora vince in maniera sporca la seconda partita di fila e resta in corsa, agganciando momentaneamente il Milan e scavalcando il Napoli. Per la Champions, in ogni caso, saranno decisivi gli ultimi entusiasmanti 90 minuti in campionato. 

 

 

 

Nella gara che può estromettere la Juventus dalla Champions Pirlo dimostra quantomeno coraggio, rinunciando sia a Dybala che Morata e inserendo Kulusevski a supporto di Ronaldo, con il rientrante Cuadrado e il recupero Chiesa sugli esterni con licenza di far male. Conte, contestato da un gruppo di tifosi bianconeri fuori dallo stadio, come preventivato si affida alla formazione tipo, con la LuLa davanti e il doppio playmaker Brozovic-Eriksen in mezzo al campo. I campioni d'Italia decidono di attendere l'avversario, costretto a vincere per sperare ancora nell'Europa dei grandi, nella loro metà campo, aspettando di colpire al momento propizio. L'approccio dei padroni di casa è un po' timido, ma dopo una doppia palla gol (tiro di Kulusevski murato da Skriniar e botta al volo di Chiesa alta) la Vecchia Signora inizia a prendere maggiore consapevolezza. E al 23' una cintura di Darmian su Chiellini su palla inattiva porta al rigore – concesso da Calvarese dopo aver rivisto l'episodio al Var – su cui Handanovic si supera, anche se nulla può sulla ribattuta di Ronaldo. Dieci minuti dopo l'episodio si ripete a parti inverse dal lato opposto: un pestone di de Ligt a Lautaro sfugge all'arbitro ma non al Var, che richiama Calvarese che concede il penalty. Dal dischetto Lukaku non trema e la gara è di nuovo in equilibrio. Rispetto al fischio d'inizio però la Juve è dentro la partita e non soffre più la sindrome del passaggio di testimone. Danilo sciupa da buona posizione, Rabiot è troppo leggero di testa, ma nel recupero il bolide di Cuadrado – complice la deviazione di Eriksen – fa centro alle spalle di Handanovic.

 

 

 

L'Inter si ritrova sotto e nella ripresa Conte aumenta il tasso offensivo della squadra inserendo Perisic per Darmian. Lautaro al 6' con una magia si libera di de Ligt e sfiora la traversa, ma la partita prende una nuova piega qualche minuto più tardi, quando Bentancur già ammonito lascia in dieci i suoi per un fallo sullo sfuggente Lukaku. Pirlo corre ai ripari, toglie prima Kulusevski (dentro McKennie a blindare il centrocampo) poi addirittura sua Maestà Ronaldo, sostituito dal più fresco Morata. I campioni d'Italia pressano, affondano, attaccano a testa bassa ma sul cross basso di Hakimi Lautaro manca la zampata di un soffio, anticipato da de Ligt. Poco dopo Vecino, appena entrato, di testa esalta i riflessi di Szczesny. La Juve sembra poterla sfangare, ma al 40' Chiellini devia goffamente la palla nella propria porta dopo un contatto con Lukaku, che l'arbitro inizialmente giudica falloso, per poi correggersi al Var. Con la forza della disperazione la Juve – anzi Cuadrado – si getta in attacco e si procura un rigore contestatissimo dopo uno scontro con Perisic. Senza Ronaldo e senza Dybala è il colombiano stesso a realizzare il penalty che tiene la Juve ancora in corsa Champions. E che apre un fiume di polemiche e processi.

 

 

 

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