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Milan, ecco Mike Maignan: "Sei una mer***", la rissa dell'erede di Donnarumma con Zlatan Ibrahimovic

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È appena atterrato a Milano, ma sono già tutti pazzi per lui: Mike Maignan, il (probabile, quasi certo) rimpiazzo d'alto livello di Gigio Donnarumma, e freschissimo campione di Francia con il Lille. E ad essere pazzi per il classe 95' sono anche i francesi, che rimpiangono non poco la sua partenza. Secondo un recente sondaggio lanciato da France Football, Maignan è stato il portiere più votato della Ligue 1. Una bella botta di autostima per il probabile successore di Hugo Lloris in nazionale. Non che il portiere nato a Cayenne ne abbia bisogno: nell'ultima intervista alla tv francese, "Magic Mike" si definiva già il migliore. Meglio anche di Navas, Neuer e Oblak: "Non ho nulla in meno di loro".

 

 

Una carriera piena di ostacoli quella del giovane Maignan: Finito fuori rosa al Lille nel 2018, l'estremo difensore francese è riuscito a riprendersi la scena l'anno dopo, venendo eletto come miglior portiere della Ligue 1. Da alcune stagioni, Mike sta convincendo tutti, ma proprio tutti: Didier Dechamps stravede per lui, tanto da aver fatto fuori Areola in vista del prossimo Europeo, portandosi Maignan come seconda scelta, in vista dell'ultima competizione in Nazionale di Hugo Lloris. Da piccolo, Mike adorava giocare in attacco, tanto che i suoi amici lo chiamano ancora "pistolero". All'agilità e alla prontezza di riflessi tra i pali, Maignan aggiunge una tecnica sopraffina anche con i piedi, caratteristica molto rara per un portiere. 

 

 

Tifosissimo del Liverpool, si autodefinisce "organizzato, esigente, perfezionista e molto rancoroso" con un hobby a dir poco peculiare: "Mettere in ordine il mio garage, almeno due ora a settimana, così posso trovare tutto anche a occhi chiusi". Cresciuto nel Psg, è stato formato niente meno che da Zlatan Ibrahimovic: "Calciava pallonate a 400 all'ora, manco dovesse segnare a Buffon o a Julio Cesar. Non riuscivo a parare allora mi disse: 'Sei un portiere di me**a...' Dopo avergli parato un tiro gli ho detto: 'E tu sei un attaccante di me**a. Sul momento mi ha ignorato, ma poi in spogliatoio mi ha detto che apprezzava e ho capito che mi piaceva non solo come giocatore, ma anche come persona". 

 

 

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