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Coronavirus, Loris Dominissini morto a soli 59 anni. Ex di Udinese e Como, calvario sconcertante: negativo, ma effetti devastanti

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Calcio italiano in lutto: Loris Dominissini è morto per coronavirus a soli 59 anni. Ex giocatore e allenatore, aveva contratto il virus tre mesi fa; ricoverato in condizioni gravissime, il suo fisico ha lottato fino all'ultimo. Una storia che scuote il suo Friuli Venezia Giulia, regione in cui è cresciuto anche calcisticamente e in cui era tornato a vivere, e che fa capire al resto d'Italia come sebbene la pandemia stia progressivamente scemando, i rischi dei "colpi di coda" siano ancora molto elevati. Non a caso, Dominissini è morto all'ospedale di San Vito al Tagliamento, dove era stato trasferito dal reparto di terapia intensiva Covid di Udine dopo essersi negativizzato

Proprio a Udine, sua città natale, Dominissini era diventato calciatore professionista vincendo il titolo Primavera coi bianconeri ed esordendo in Serie A a 22 anni il 31 dicembre 1983. Era l'Udinese del grande Zico, ma il giovane centrocampista friulano ha poi visto la sua carriera proseguire altrove: Triestina, Pordenone, il ritorno a Udine, Messina e Reggiana, la sua esperienza più duratura e significativa con una singola squadra, per chiudere poi con la Pistoiese e il ritorno in Friuli, nelle serie minori, con Sevegliano e Pro Gorizia. Da allenatore però Dominissini avrebbe assaggiato nuovamente la Serie A in modo trionfale, portando il Como dalla C alla massima serie con una clamorosa doppia promozione consecutiva tra 2000 e 2002. Quindi altre esperienze con Ascoli, Spezia, Udinese (in coppia con Sensini), Pro Patria, Reggiana, Visé e Lumignacco, squadra dell'Eccellenza friuliana allenata nel 2014, sua ultima avventura. 

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