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Tokyo 2020, Djokovic e Fognini? Collezione di follie: perché ai tennisti le Olimpiadi fanno male

Roberto Balestracci
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A volte il caldo dà alla testa, anche ai più grandi. Nel tennis spesso si assiste a sfuriate o nervosismi, ma vederli in un'Olimpiade, tempio dei valori dello sport, stranisce. Quella di Tokyo doveva essere l'edizione che avrebbe consegnato Djokovic all'Olimpo del Tennis con il serbo che aveva la medaglia d'oro e la possibilità di conquistare il Golden Slam (quattro tornei Slam più l'Olimpiade in un anno, ndr) a portata dimano. Il n° 1 al mondo è uscito però in semifinale non riuscendo nemmeno a portare a casa il bronzo, complice la sconfitta contro Carreno Busta. Non conta la sconfitta, che ci può stare, ma il nervosismo di Djokovic. 

 

Sul punto che è valso il vantaggio per lo spagnolo nel primo game del terzo set, il serbo ha perso la brocca scagliando la sua racchetta in mezzo agli spalti (vuoti). Colpa del caldo? Forse, ma a vien da pensare anche che la colpa sia (implicitamente) di Carreno Busta. Lo spagnolo infatti già aveva approfittato del Djokovic nervoso nella scorsa edizione degli Us Open quando il serbo colpì con una pallina la giudice di linea per poi perdere la partita (e il torneo) a tavolino. Racchette che volano a cui ci ha abituato il nostro Fognini che questa volta, invece di rompere qualcosa, ha deciso di mettersi contro una comunità intera urlando nel match perso con Medvedev «Sei un frocio». 

 

Poco conta che poi siano arrivate le scuse alla comunità LGBT, certe esclamazioni non passano inosservate. Lo stesso Medvedev non le ha mandatea dire nella conferenza post-Fognini. Prima ha risposto a un giornalista che lo ha punzecchiato con la domanda «Vi sentite un po' degli imbroglioni voi atleti russi?» con il numero due al mondo che ha risposto: «Credo che tu ti debba vergognare di te stesso». Poi il russo ha attaccato l'organizzazione lamentandosi e denunciando il malore accusato da Paula Badosa, tennista costretta a dare forfait per l'alta temperatura: «Io posso finire il match, ma posso morire. Se muoio chi si prende la responsabilità?». Troppo caldo o semplici colpi di testa?

 

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