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Lecco, disastro-Figc: ecco perché il club ora rischia di sparire

Daniele Dell'Orco
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Il prossimo campionato di Serie B non ha più certezze: a un mese esatto dal semaforo verde stabilito da calendario non è dato sapere quando inizierà né quali e quante saranno le partecipanti. Le decisioni del Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado di giudizio in sede sportiva, hanno spalancato le porte al caos. I giudici hanno accolto il ricorso del Perugia contro il via libera alla promozione del Lecco, mentre hanno ritenuto ammissibile ma solo «in parte» quello della Reggina, che al momento resta fuori dalla B a beneficio del Brescia, ma continuerà la sua battaglia legale. Esattamente come Perugia e Lecco. I club possono rivolgersi alla giustizia ordinaria: Tar del Lazio (il 2 agosto) e Consiglio di Stato (il 29 agosto). Fino a settembre quindi non sarà possibile conoscere con certezza composizione e calendario della serie cadetta. Il caso del Lecco è il più ingarbugliato: il club del presidente Di Nunno, promosso il 18 giugno, non aveva presentato in tempo tutti i documenti necessari per comunicare che lo stadio scelto per giocare in B sarebbe stato l’Euganeo di Padova. Per rispettare i termini, però, aveva avuto solo 48 ore di tempo, visto che i play-off di serie C erano cominciati con dieci giorni di ritardo. Per questo motivo, il Consiglio federale del 7 luglio aveva stabilito l’ammissione del club alla B. Una gioia durata però solo 10 giorni.

 

DILETTANTI

Problema nel problema è che il Lecco nel frattempo aveva iniziato a fare mercato, era stato inserito in calendario e soprattutto non aveva presentato domanda per iscriversi alla C. Dovrebbe, quindi, ripartire dai dilettanti con conseguente danno incalcolabile. Oggi si riunirà il Consiglio direttivo della Lega serie B, al pari di quello della Lega Pro, che dovrebbe confermare il numero e l’idoneità delle domande di iscrizione ricevute alla mezzanotte di ieri (nel caso di ritardi, vizi di forma e domande inidonee potrebbero tornare in gioco altre società, come Benevento e Spal, approfittando magari dei problemi legali allo stadio Curi di Perugia che rischiano di porre gli umbri sullo stesso piano del Lecco). Domani, invece, arriveranno le motivazioni del Coni, che diranno come si sia arrivati a una decisione che ha cancellato il merito sportivo del Lecco.



ORDINE PUBBLICO

E la Figc cosa farà? Il presidente federale Gabriele Gravina, non più tardi del 7 luglio, aveva definito «un problema burocratico» quello legato alla documentazione incompleta del Lecco (integrata il 23 giugno), visto che un organo sportivo non può obbligare un prefetto, quello di Padova nella fattispecie, a rispondere entro una determinata scadenza su questioni di ordine pubblico e visti soprattutto i tempi ristretti causa playoff ritardati. Il Consiglio federale si riunirà il 28 luglio e chissà che la Figc per non sconfessare se stessa non decida di ricorrere a sua volta al Tar per ribaltare le ragioni del Collegio di Garanzia del Coni. Tra le tante assurdità di questa vicenda e tra i mille duelli legali in corso (Reggina contro Brescia, Lecco contro serie B, Perugia contro Lecco e forse Figc contro Coni) che potrebbero conoscere copioni del tutto nuovi approdando tra le mani dei giudici ordinari, potrebbe persino farsi strada un epilogo tutto all’italiana: il girone a 21 squadre con Lecco, Perugia e una tra Brescia e Reggina ai blocchi di partenza. Nel frattempo, nei vari ritiri si continua a sgobbare senza sapere dove (né quando) si giocherà.

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