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Roberto Mancini, dimissioni "illegali"? Cosa spunta dal suo contratto

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La Nazionale italiana si è infilata in una gran bel pasticcio, tra l’altro con due partite decisive da disputare a settembre. Roberto Mancini si è dimesso in polemica con la Figc e Luciano Spalletti ancora non è riuscito a sostituirlo in qualità di commissario tecnico, dato che c’è da abbattere la resistenza di Aurelio De Laurentiis. Quest’ultimo si è messo di traverso per una questione di principio più che di denaro: c’è una clausola che vale quasi tre milioni e il presidente del Napoli pretende che venga rispettata. 

 

 

Anche l’addio di Mancini non è però dei più semplici dal punto di vista economico: il suo contratto non consente di liberarsi in qualsiasi momento a zero, è presente una penale, che l’ormai ex ct potrebbe anche pagare tranquillamente, se dovesse accettare l’offerta-monstre dell’Arabia Saudita (triennale da 40 milioni a stagione). “Se in un primo momento in via Allegri - si legge sulla Gazzetta dello Sport - anche per gratitudine per gli anni passati insieme, si era scelto di non procedere con azioni legali contro l’ex c.t., adesso l’ipotesi viene seriamente presa in considerazione. Se non altro perché, quando c’è di mezzo un patrimonio importante come la nostra nazionale, è indispensabile fare chiarezza”. 

 

 

Inoltre in Figc sono furiosi con De Laurentiis: non solo non ha lasciato Spalletti libero di firmare con la Nazionale, ma si è anche allargato al punto da criticare i termini del contratto di Mancini. “Un’invasione di campo - scrive la Gazzetta - giudicata inaccettabile. E una situazione dalla quale è difficile uscirne senza ferite”. 

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