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Milan, Cardinale e la fucilata a Maldini: "L'organizzazione ereditata"

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Quella appena trascorsa è stata un'estate rivoluzionaria per il Milan, sia nell'organico sportivo che in quello societario. Oltre al campione svedese Zlatan Ibrahimovic, ha salutato anche la leggenda rossonera Paolo Maldini. Oltre al ds Ricky Massara. Gerry Cardinale - il numero uno di RedBird che controlla il club - ha rilasciato una lunga intervista a Sette, il settimanale del venerdì del Corriere della Sera. E non è mancata una frecciata proprio a Maldini e Cardinale: "Per un anno ho tenuto l’organizzazione ereditata", ha sussurrato Cardinale, lasciando ancora una volta trapelare tutto il suo malumore per la coppia congedata.

"Non ho ancora fatto nulla - dichiara Cardinale - Sono entrato in punta di piedi, ho mantenuto l’organizzazione ereditata. Del resto, ho grande rispetto di Paolo Scaroni. Una delle mie mosse migliori è stato portare al Milan Giorgio Furlani (ad) e Stefano Cocirio (direttore finanziario) che hanno lasciato Elliott senza controversie. Mi ha dato il tempo necessario per valutare cosa funzionava e cosa no. Questa - aggiunge - è la prima stagione in cui metto mano al calciomercato, al progetto stadio e iniziamo ad applicare le nostre idee per valorizzare il brand".

 

 

Il numero uno di RedBird ha parlato anche dell'avvicendamento dirigenziale avvenuto la scorsa estate. "In quel momento qualcuno aveva commentato: ‘Ecco, Cardinale non vuole spendere nel Milan'. Ma credete che investa 1,2 miliardi per guadagnarci subito? È un progetto a lungo termine - spiega Cardinale - voglio vincere, ma non una volta sola, tante, nel tempo. Nel calcio voglio essere un Berlusconi 2.0, avere il suo stesso impatto in un contesto completamente cambiato. Ora, con il più alto fatturato nella storia del Milan e un bilancio che si chiuderà in attivo per la prima volta dal 2006, affrontiamo una nuova fase: vogliamo essere i n.1, ma non possiamo riuscirci senza cambiamenti".

 

 

 

 


 

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