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Juve schianta Torino, riscatto-Gatti e poi Milik: tre pesantissimi punti al derby

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Un successo di grinta e carattere, nel giorno del ritorno in curva di bandiere, megafoni e tamburi, in una delle partite più sentite dell'anno. La Juventus si prende con merito il derby e resta in scia alle milanesi, lanciando un messaggio preciso e chiaro: per lo scudetto bisogna tener conto anche dei bianconeri, capaci di aver ragione di un Toro cupo e impacciato nonostante le pesanti assenze in attacco di Chiesa e Vlahovic. Per John Elkann, all'indomani dell'aumento di capitale da 200 milioni, la Juve è “all'anno zero”, intanto però Danilo e compagni infilano la terza vittoria nelle ultime cinque partite, mostrando di essersi messi alle spalle la rocambolesca sconfitta con il Sassuolo. Dopo un primo tempo poco spettacolare la Vecchia Signora cambia marcia nella ripresa. La rete in mischia di Gatti e l'incornata di Milik - in entrambi i casi dopo due errori in uscita di Milinkovic-Savic - condannano un Toro mai davvero in partita. I granata, in emergenza difensiva (Tameze è stato arretrato sulla linea a tre), nella prima parte di gara si sono adeguati ai ritmi, blandi, dei bianconeri, mentre nella ripresa non hanno saputo reagire alle due sberle incassate dalla Juve, più determinata e più desiderosa di fare bottino pieno.

Allegri lancia Kean con il supporto di Miretti, sulle fasce rispolvera Weah e conferma Kostic. Il centravanti bianconero regala subito la giocata più bella dei primi 45 minuti con un potente destro che si infila sotto la traversa, ma l'arbitro annulla per fuorigioco. Il lampo in avvio spicca nel grigiore di un primo tempo in cui nessuna delle due squadre riesce a imporsi. L'unica conclusione dei granata (alta sopra la traversa) porta la firma di Lazaro, Danilo e compagni fanno poco meglio sciupando una buona occasione con un diagonale a lato di Kostic e una zuccata di Bremer, ostacolato da Ilic. I tanti errori tecnici in campo e la scarsa intensità di gioco rendono la vita facile alle difese e ai due portieri, praticamente mai impegnati.

La gara cambia in avvio ripresa: Milinkovic-Savic esce a vuoto su un calcio d'angolo, Kean ci prova in rovesciata ma Rodriguez salva sulla linea, sulla ribattuta si avventa Gatti che segna da due passi. L'arbitro inizialmente annulla il gol, poi torna sui suoi passi e convalida la rete dopo l'intervento del Var. Il Toro non riesce a scuotersi neanche dopo lo svantaggio, la Juve alza i ritmi e insiste, complice l'ottimo impatto sulla partita di Milik – entrato per uno spento Miretti – che sfiora il raddoppio di testa al 16'. La gioia del gol è solo rinviata di qualche secondo: sul successivo corner Milinkovic-Savic esce di nuovo a vuoto, il polacco ne approfitta e incorna il 2-0. La gara di fatto finisce qui, perché i ragazzi di Juric non riescono a risalire la china – l'unico sussulto nel finale lo regala Sanabria – mentre la Juve consolida la propria crescita e mostra di poter sopperire anche alle assenze dei big.

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