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Renato Sanches, lo strano caso alla Roma: soldi, se non gioca il club risparmia

Giampiero De Chiara
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Renato Sanches è un mistero ben retribuito dalla Roma. Il centrocampista portoghese, di proprietà del Paris Saint Germain, arrivato nella Capitale quest’estate, ha giocato, fino ad ora, soltanto 98 minuti per un costo di 523.968 euro per un’ora di gioco. Il calciatore, che ne guadagna 3.5 all’anno, è stato infatti pagato un milione di euro per 1 milione con diritto di riscatto a 15 che diventerà obbligo se matureranno determinate condizioni (il 60 per cento delle partite giocate). Sanches però non gioca una partita dal 21 settembre, quando la Roma affrontò in trasferta lo Sheriff in Europa League. Un misterioso problema alla coscia destra lo ha tenuto lontano dai campi di allenamento fino a due giorni fa.

Esploso nel Benfica, campione d’Europa con il Portogallo nel 2016, il 26enne centrocampista sembrava destinato ad un futuro da superstar. Il passaggio al Bayern Monaco per 35 milioni di euro, a 19 anni, sembrava confermarlo. In Germania i tanti infortuni muscolari non gli permettono di trovare continuità. Dopo un deludente prestito allo Swansea e un altrettanto ritorno negativo in Baviera, viene ceduto al Lille.

Qui sembra trovare nuova vitalità: gioca con continuità e vince uno scudetto. Su di lui mette così gli occhi il Psg degli sceicchi. Ma è solo un’illusione. A Parigi Renato Sanches gioca poco per via dei soliti infortuni.

 

SCETTICISMO
Il suo arrivo in giallorosso è fortemente voluto dal direttore generale Thiago Pinto, suo connazionale, ma è visto con scetticismo dall’ambiente e dallo stesso tecnico Mourinho. Un mese fa Pinto si assumeva tutte le responsabilità: «Se avrà problemi in futuro è colpa mia.

Sono convinto che possiamo tirare fuori il meglio di lui». Mai parole furono meno profetiche. E, probabilmente, qualcuno nel club giallorosso potrebbe anche sperare che il giocatore non riesca a raggiungere il tot di partite stabilite affinché il riscatto sia obbligatorio. La società, ovviamente, non gli fa mancare nulla per il suo recupero atletico. Per lui è stato stilato un programma personalizzato. Di sicuro, nonostante negli ultimi due giorni sia riuscito ad allenarsi con il gruppo, Sanches non ci sarà domenica col Lecce, ma potrebbe tornare giovedì in E-League contro lo Slavia Praga per essere pronto (il 12 novembre) per il derby con la Lazio.

Per un Sanches che accetta c’è un altro giocatore che ha rifiutato il contratto a “gettone”. Si tratta di Zapata del Torino. Proprio la Roma, infatti, gli aveva offerto, quest’estate, lo stesso tipo di accordo, gentilmente declinato. Contratto accettato dal brasiliano Arthur che in prestito dalla Juventus alla Fiorentina. Il suo ingaggio (4.5 milioni) è pagato al 60% dai bianconeri, ma con una percentuale legata proprio al numero di presenze. Ma in A abbondano i contratti del genere, come per esempio Destro con l’Empoli. Di certo invece, oltre al caso Sanches, è che il numero di stop fisici in questo campionato è preoccupante. Peggio di tutti è messo il Milan con 19 stop (e ieri ha scoperto che Kalulu resterà ai box per 4 mesi), la Juve con 10, il Napoli con 8 e l’Inter con 6. La Gazzetta dello Sport, inoltre, ha segnalato quante sono le partite saltate complessivamente per questi 4 club: Milan 37, Juventus 26, Napoli 21 e Inter 18.

 

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