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Ayrton Senna, Angelo Orsi: "Quelle foto terribili che ho cancellato per non tradirlo"

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Una testimonianza, nel giorno del 30esimo anno dalla morte di Ayrton Senna, avvenuta il Primo Maggio 1994 sul circuito di Imola alla curva del Tamburello, che - se possibile - tocca più nel profondo di tutte le altre. A parlare è Angelo Orsi, ex fotografo e firma di Autosprint, che parla dei suoi tormenti al Corriere di Bologna in un'intervista firmata da Lorenzo Pastuglia.

"Dopo l’incidente non ho voluto tradire Ayrton, presi quelle quattro foto dove era senza casco, con l’orbita dell’occhio insanguinata e le ho eliminate", ricorda Orsi. Immagini durissime, che sono ancora impresse nella sua mente. E che però, per rispetto al campione, scelse di cancellare. 

Parlando del suo rapporto col fuoriclasse brasiliano, spiega che oggi il loro sarebbe "un rapporto solido e sincero, come nei 10 anni al suo fianco. Me lo immagino dall’alto, ridendo alle cialtronerie di chi, negli anni, lo ha ricordato fingendosi suo amico".

 

 

E ancora, tornando a quel drammatico Primo Maggio: "Ero l’unico fotografo alla curva, poco prima del muro esterno - premette -. Corsi sul posto in motorino e cominciai a scattare foto a raffica, ma quello non ero io, era il dito che andava da solo. Mi resi conto che quattro scatti erano crudi, con al centro Ayrton senza casco e l’occhio insanguinato. Così quando tornai in redazione ad Autosprint quella sera, a morte ufficializzata, dissi al direttore Carlo Cavicchi che non volevo pubblicarle. Mi chiese se avessi altre immagini per il giornale e al mio  mi lasciò libero di eliminarle definitivamente. Non volli tradire il mio amico", ricorda.

Nell'intervista, Orsi rievoca anche il primo incontro con Ayrton Senna: "Silverstone 1983, vinse il campionato inglese di F3. Mi trovavo là per scattare foto nelle gare di serie minori. Un mio collega si presentò con Ayrton. Era pallido, magro e sorrideva. Chiese di sedersi davanti a me e disse: L’anno prossimo arriverò in F1 e vincerò il campionato. Lo prendemmo per matto all’inizio". Ma soltanto all'inizio, ovviamente.

 

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