Una eliminazione che ha del clamoroso e che ha visto al centro, giovedì, Jack Draper, uscito in quattro set nel match contro Marin Cilic. Il britannico saluta Wimbledon già nei primi turni, dopo essere stato considerato la grande speranza britannica. Accreditato della testa di serie numero 4, è stato sconfitto in quattro set dal croato, un giocatore che otto anni fa aveva raggiunto la finale sui prati dell’All England Club, ma che nel frattempo era scivolato nelle retrovie del ranking a causa di ripetuti infortuni. Reduce soltanto da un recente successo in un challenger, Cilic è tornato protagonista in grande stile sul Campo 1 di Wimbledon, infliggendo un colpo durissimo al morale di Draper e di tutti i tifosi inglesi. Draper è caduto nei primi due set, ha provato a riaprire i giochi conquistando il terzo, ma infine ha ceduto nel quarto con evidente frustrazione. In conferenza stampa, non ha mascherato la propria amarezza, parlando apertamente di una delle sconfitte più dolorose della sua carriera: “Sono molto arrabbiato e frustrato — ha esordito — Cilic ha giocato in modo incredibile dall’inizio alla fine, ha meritato di vincere, ma per me è davvero dura da accettare”.
La pressione che accompagna i tennisti inglesi a Wimbledon è storicamente elevatissima, e non a caso i giornalisti hanno chiesto a Draper se proprio il peso delle aspettative potesse aver inciso sulla sua prestazione negativa. Draper, con grande onestà, ha escluso questa ipotesi, elogiando invece la straordinaria impresa di Andy Murray, capace di vincere il torneo per due volte nonostante la stessa pressione: “Non credo sia stato un problema di pressione — ha aggiunto — Oggi semplicemente non sono stato abbastanza bravo. Non sono riuscito a giocare al mio livello abituale. Guardando a quello che ha fatto Andy, riesco ancora di più ad apprezzarne la grandezza: vincere Wimbledon due volte è qualcosa di incredibile”. Per Draper, dunque, si tratta di una battuta d’arresto amarissima, che interrompe le speranze di un exploit in casa e riapre interrogativi sul suo percorso di crescita. Al contrario, Marin Cilic sembra aver ritrovato per un giorno la sua dimensione da campione, pronto a rimettersi in gioco anche contro avversari molto più giovani e quotati. A Wimbledon, del resto, le favole possono sempre riscriversi, e Cilic, con la sua esperienza, ha ricordato a tutti di non essere ancora disposto a fare da comparsa.




