Adriano Panatta, oscuro presagio: "Perché Sinner rischia davvero"

mercoledì 9 luglio 2025
Adriano Panatta, oscuro presagio: "Perché Sinner rischia davvero"

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Adriano Panatta, ospite del podcast La telefonata, ha commentato con la solita schiettezza di sempre la serata difficile di Jannik Sinner contro Grigor Dimitrov a Wimbledon. Un match complicato, svoltato solo a causa dell’infortunio muscolare al pettorale del bulgaro, che era avanti di due set e stava dominando: “Sembrava una serata tragica”, ha osservato Paolo Bertolucci, ricordando l'entusiasmo iniziale per le prestazioni di Flavio Cobolli e Lorenzo Sonego.

Ma il Campione del Roland Garros 1976 lo ha subito ridimensionato: “Esagerato! Nel tennis succede. Sinner ha giocato male nei primi due set, ma Dimitrov ha fatto vedere come si gioca davvero. È andato a rete, ha variato, ha mostrato classe e intelligenza. Non ha tirato a caso, ha usato il cervello. Meritava di più”.

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L’ex campione ha voluto anche sottolineare quanto oggi il tennis sia diventato troppo fisico, al limite del violento: “Si gioca solo a tirare scaldabagni — ha proseguito — Troppa potenza, poco cervello. Per forza poi si fanno male. Pensa a Nadal, Federer, Djokovic: meno bordate, più tecnica, e infortuni più rari. Oggi invece vince chi tira più forte. Shelton, per esempio, serve a 240 km/h… ma per quanto potrà durare così?”. 

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Tornando a Sinner, poi Panatta ha sottolineato come il colpo più in difficoltà fosse chiaramente il dritto, complicato dal problema al gomito: “Se non può spingere, perde la misura — ha aggiunto —  Sull’erba poi diventa tutto più difficile. Le palle in top rallentano, lo slice lo costringe a piegarsi. Se non alza il livello rischia seriamente. Deve imparare a colpire più vicino alla palla: ha la mentalità da cemento, ma qui è un altro sport”. Infine, una battuta ironica su Shelton: “Per battere Sinner dovrebbe fare 30 ace e sperare di spostarlo sul dritto — ha concluso — Se si mette a scambiare di rovescio, alla terza palla centra in pieno la Duchessa di Kent”.