Carlos Alcaraz "piangina": deriso anche dai suoi coach

martedì 15 luglio 2025
Carlos Alcaraz "piangina": deriso anche dai suoi coach

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Nella finale di Wimbledon tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, l’atmosfera è passata dall’euforia alla tensione in pochi scambi. Dopo aver conquistato con brillantezza il primo set, lo spagnolo ha iniziato a faticare negli scambi da fondo, soffrendo il ritmo imposto dal 23enne altoatesino. In quei momenti, il murciano ha cercato spesso lo sguardo e il sostegno della sua panchina, dove accanto a Juan Carlos Ferrero siede Samuel Lopez, il co‑allenatore che lo segue in molti tornei. 

Durante il delicato passaggio del secondo set, Lopez ha catturato l’attenzione di tutti con un gesto ironico ma significativo. Alcaraz, già sotto di un break e reduce da un turno di servizio complicato in cui aveva salvato una palla break, ha conquistato con fatica il punto del 3‑4. Dopo il classico pugnetto verso la panchina, l’allenatore di Carlos ha risposto simulando un pianto: una mano che accenna una lacrima e poi un sorriso. Non un gesto rivolto a Sinner, come qualcuno ha ipotizzato, bensì una sorta di “rimprovero scherzoso” al suo giocatore, che poco prima si era lamentato per il servizio poco incisivo e per la sensazione di non riuscire a esprimere il suo miglior tennis.

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Il team di Alcaraz, noto per il rispetto nei confronti degli avversari, ha scelto l’ironia per alleggerire la pressione. Lopez, grazie alla sua esperienza, cerca spesso di smorzare la tensione con gesti o parole fuori dagli schemi, nei confronti di un tennista molto emotivo nonostante il suo grandissimo talento. In quel momento, però, nonostante il messaggio ricevuto, l’effetto non è stato immediato: seduto in panchina, Alcaraz non ha ritrovato subito la brillantezza del primo set. Il gesto resta comunque una fotografia sincera e umana della partita: un mix di frustrazione, ironia e la costante ricerca di equilibrio emotivo in una sfida di altissimo livello.

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