Milan, Allegri "si mangia" Musah: cosa gli urla in faccia a Lecce

sabato 30 agosto 2025
Milan, Allegri "si mangia" Musah: cosa gli urla in faccia a Lecce

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Minuto 92 di Lecce-Milan: i rossoneri sono in vantaggio 2-0 e hanno a disposizione una rimessa laterale. Yunus Musah, centrocampista americano che radio-mercato da giorni dà a un passo dall'Atalanta (ma il grave infortunio di Jashari potrebbe bloccare l'affare) prima lascia sfilare la palla oltre la linea e poi fa per rimetterla in gioco.

In quel preciso istante, il suo allenatore Max Allegri scatta come una furia verso di lui e arrivato a pochi centimetri di distanza gli urla con tutto il fiato che gli è rimasto in gola "Calmaaaaa!". Anzi, alla livornese, "halmaaaa". Appena ricevuto lo "shampoo" dal suo mister, Musah lascia saggiamente la sfera a un compagno che sta arrivando, guadagnando così qualche secondo prezioso. 

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Sta tutto qui, in una manciata di secondi, il senso del momento del Diavolo: siamo solo alla seconda giornata di campionato ma il ko a sorpresa al debutto a San Siro contro la Cremonese, i dubbi sulla qualità offensiva e generale della rosa, sulla sua profondità e, non ultimi, i tragicomici balletti sul mercato (Boniface e Harder sfumati per motivi diversi, Nkunku arrivato per una quarantina di milioni dal Chelsea tra molti dubbi dei tifosi) e le incognite per ruoli ancora scoperti a poche ore dal gong hanno reso la trasferta in Puglia decisiva. Un passo falso avrebbe rischiato di trasformare già la stagione milanista in una sorta di calvario, proprio come quella scorsa, e non sarebbe bastata la presenza di Allegri a rassicurare l'ambiente. 

Ecco spiegato, insomma, il nervosismo di Allegri intenzionato a portarsi a casa a ogni costo la vittoria, anche se brutta, sporca e cattiva. Sui social il video è diventato virale, così come i commenti sarcastici sul "horto muso" allegriano. Ma la verità è che in situazioni d'emergenza è sempre molto difficile tirare fuori dalla credenza i calici e il servizio buono e pasteggiare a ostriche e champagne. A volte occorre anche accontentarsi di un buon pasticciotto.