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Luigi Mazzola: "La rivoluzione è qui, cosa aspettarsi dalla nuova Formula 1"

di Leonardo Iannaccivenerdì 2 gennaio 2026
Luigi Mazzola: "La rivoluzione è qui, cosa aspettarsi dalla nuova Formula 1"

4' di lettura

La rivoluzione della Formula 1 sarà totale nel 2026. Cambierà tutto, sul piano tecnico e dei regolamenti. Per capirci qualcosa abbiamo bussato alla porta dell’ingegner Luigi Mazzola, in Ferrari per decenni e nella squadra corse dei grandi successi di Michael Schumacher, ora competente talent per Sky.

Ingegnere, analizziamo lo scenario delle Formula 1 del prossimo anno partendo dalle power-unit?
«Si concretizzerà il più grande cambiamento regolamentare nella storia di questo sport. Le novità interessano proprio i motori che avranno una nuova potenza bilanciata tra il 50% di combustione interna (ICE) e il 50% elettrica».

La parte elettrica diventa fondamentale?
«Esatto. Scompare il motore elettrico MGU-H ma la potenza della MGU-K aumentata fino a 350 kW per trovare lì la forza per i sorpassi e la velocità».

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Non sottovaluteremmo i nuovi carburanti che la Fia ha voluto ecosostenibili nella prospettiva di inquinare e consumare meno.
«Sarà decisiva l’affidabilità di queste nuove benzine con le prossime power unit e, in questo senso, sarà decisiva la bontà del carburante scelto dai vari team. La Ferrari ad esempio ha Shell, la Mercedes Petronas, l’Aston Martin la Aramco».

Altre novità nel telaio, nell’aerodinamica e nelle ruote. 
«Le monoposto dovranno essere più piccole (passo e larghezza ridotti) e più leggere di 30 kg con lo scopo di diventare più agili e reattive. Le ruote, sempre da 18 pollici, più strette».

E non ci sarà più il famigerato DRS che favoriva i sorpassi in rettilineo.
«Al suo posto ci saranno le ali mobili offrendo una maggiore aderenza e velocità e, in teoria, i sorpassi ci saranno lo stesso. Non dimentichiamo che scomparirà anche l’effetto suolo».

Dopo questa lezione di tecnica, ingegnere, analizziamo che Formula 1 sarà?
«Penso che le macchine saranno più difficili da guidare e il pilota inciderà maggiormente».

Il rapporto monoposto-pilota come sarà suddiviso?
«La macchina inciderà per il 70% e il pilota per il 30%. Ma dipende chi sarà: un Verstappen o anche un Leclerc saranno più decisivi di altri in quel 30%».

E siamo giunti al tasto dolente: la Ferrari. Che 2026 l’attende?
«Solitamente quando ci sono tali cambiamenti regolamentari i team dominanti perdono vantaggio a favore di chi ha avuto problemi negli anni precedenti. Si livella tutto. Ma non sappiamo se sarà così».

Vox populi: il motore 2026 della Ferrari che gira al banco sembra abbia problemi.
«Non ascolterei queste voci, solo a marzo sapremo che Rossa sarà. Certo che i tifosi, dopo 18 anni di sofferenze, aspettano con ansia».

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I tecnici che hanno realizzato la prossima Ferrari sono gli stessi che hanno bucato quella fallimentare dell’anno che muore. E che ha chiuso con “zeru tituli” e zero vittorie nel gran premi.
«Vero, speriamo non si ripeta la stessa cosa anche se non sono un tifoso dell’apparato tecnico attuale di Maranello».

Leclerc potrebbe anche stufarsi di non vincere.
«Charles ha dimostrato di essere un ottimo driver, a parità di monoposto e di team è l’unico che potrebbe competere con Verstappen. È un punto di forza».

Sarà l’anno decisivo per capire chi è oggi il 40enne Hamilton. In Ferrari abbiamo visto guidare soltanto il suo fratello scarso.
«Non sarei così critico, con una SF-25 che l’ha messo sempre in difficoltano non penso che Lewis abbia disimparato».

Favoriti per il mondiale?
«McLaren ha un’organizzazione completa: un box che funziona, tecnici di prima fascia ma non i piloti. Nel senso che Norris e Piastri non sono al livello di Verstappen o Leclerc. L’Aston ha il miglior tecnico: Adrian Newey».

E la Mercedes? Nei giorni scorsi l’hanno accusata di irregolarità nei rapporti di compressione della power-unit 2026.
«Non penso, la Formula 1 è sempre il terreno di chi vince non aggirando i regolamenti ma trovando soluzione alternative per consentire di fare meglio dei rivali. In Mercedes sono furbi, per me non rischiano nulla».

Come vede il 2026 di Kimi Antonelli?
«Tifiamo tutti per lui. È un ragazzo intelligente e veloce, maturo, forse troppo maturo. Se a queste doti lui aggiunge una buona dose di incoscienza che a 20 anni avevano Schumacher, Senna o Verstappen, diventerà un top».

Lei è stato nella squadra corse Ferrari che vinceva tutto con Schumacher. Furono quelli gli anni più belli?
«Per le vittorie sì. Sul piano emozionale ricordo con estremo piacere il debutto a Maranello da ingegnere junior. Era il 1990 e il mio riferimento era Prost. Quando duellava con Senna, con il quale mi piace parlare durante i weekend di gara perché Ayrton, pur nella squadra rivale, era un mito».

E Prost era geloso?
«Un po’ sì. Mi diceva: ma come, sei uno dei nostri e parli con quello lì che è in McLaren? Che persone quei due, che piloti, che fuoriclasse».

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