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Jannik Sinner, Andy Roddick sconvolto: "Che ca*** di onestà"

di Lorenzo Pastugliagiovedì 15 gennaio 2026
Jannik Sinner, Andy Roddick sconvolto: "Che ca*** di onestà"

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Nel corso di una puntata del suo podcast, Andy Roddick ha dialogato a lungo con Holger Rune e il confronto è finito inevitabilmente su Jannik Sinner. Il danese, attualmente fermo per il lungo recupero dopo l’operazione al tendine d’Achille, ha indicato l’azzurro come modello per etica del lavoro e capacità di migliorarsi costantemente, qualità che lo hanno portato a conquistare quattro titoli Slam e a salire in vetta al ranking mondiale, posizione poi ceduta a Carlos Alcaraz.

Il passaggio più interessante della conversazione ha riguardato però il modo di porsi fuori dal campo. Roddick, ex numero uno del mondo, si è detto colpito dalla trasparenza con cui Sinner e Alcaraz parlano delle proprie difficoltà, anche dopo risultati importanti. Da qui il confronto generazionale, che l’americano ha spiegato senza filtri: “Voi tutti, questa generazione, sembrate molto più aperti — ha detto a Rune — Tipo, mi ricordo Carlos dopo Indian Wells, perde con Draper (in semifinale, il 15 marzo 2025, ndr), arriva e dice: ‘Non sento il mio gioco’. E io penso: ‘Noi mentivamo molto di più rispetto a questa generazione!’. Mentivamo e basta”.

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Roddick ha poi portato l’esempio che lo ha stupito di più, legato proprio a Sinner: “Jannik, per esempio, entra in conferenza stampa allo US Open dopo aver perso con Carlos, dopo la stagione che ha fatto, e dice: ‘Devo cambiare un sacco di cose’. E io penso: ‘C***o, questi ragazzi sono proprio onesti’ — ha proseguito — Io sarei stato puntiglioso, voi sembrate tutti così aperti e onesti su come state in ogni momento della vostra carriera”. 

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Rune ha condiviso pienamente questa lettura, sottolineando come la sincerità sia uno strumento di crescita continua: “Penso che quello che loro due fanno così bene è proprio essere così aperti, perché questo gli dà la possibilità di continuare sempre a migliorare — la sua replica —. Penso che Jannik abbia cambiato il servizio dopo lo US Open e io mi chiedevo: ‘Perché, perché?’. Cioè, lui arriva in finale in tutti gli Slam e poteva vincerne tre su quattro. Quindi perché cambiare il servizio?”.