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Medvedev, l'ultimo colpo di testa: "Non ti sputo addosso"

di Lorenzo Pastugliavenerdì 23 gennaio 2026
Medvedev, l'ultimo colpo di testa: "Non ti sputo addosso"

2' di lettura

Daniil Medvedev ha dovuto andare ben oltre i propri limiti per strappare il pass agli ottavi di finale degli Australian Open. Dopo un avvio complicatissimo e due set lasciati per strada contro l’ungherese Fábián Marozsán, il russo ha cambiato marcia, ribaltando il match in cinque set al termine di una battaglia lunga e dispendiosa. Un successo pesante, non solo per il tabellone, ma anche per le energie mentali e fisiche spese dal numero 12 del mondo.

La fatica accumulata si è vista tutta nel post-partita, diventato immediatamente virale. Durante la consueta intervista in campo con Mats Wilander, Medvedev si è trovato costretto a gestire una doppia priorità: rispondere alle domande e rifornire il serbatoio. Nel bel mezzo della chiacchierata, infatti, il russo ha iniziato a mangiare una barretta energetica, interrompendo di fatto il flusso dell’intervista. Wilander, con grande naturalezza, ha colto la situazione e ha stemperato il momento con una battuta: "Uh, aspetto… aspetto che tu finisca dai”.

Un Daniil visibilmente imbarazzato ha chiesto qualche secondo di tregua: "Oh scusa, dammi un secondo". Pochi istanti, giusto il tempo di ingoiare l’ultimo boccone, prima di tornare davanti al microfono con la sua solita ironia: "Tutto ok, ora posso parlare e… non ti sputerò addosso… (ride, ndr)”. Archiviato l’episodio, Medvedev ha poi analizzato con lucidità una partita che lo aveva visto a lungo in difficoltà, sottolineando la necessità di reagire dopo un avvio sottotono contro l’ungherese. 

Non è mancato anche un retroscena curioso legato proprio a Wilander, la cui presenza sugli spalti lo ha inconsapevolmente pungolato: "Prima di tutto, ti ho visto alla fine del terzo set e ho pensato: ‘Oh, mi sta guardando nel mio match non proprio migliore’ — le parole del russo — Poi ho capito perché eri lì. Si stava avvicinando la fine. Quindi dovevi essere lì per intervistare, forse lui”.