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Phebe Bekker, arriva il verdetto sui letti del villaggio olimpico

di Lorenzo Pastugliamercoledì 4 febbraio 2026
Phebe Bekker, arriva il verdetto sui letti del villaggio olimpico

2' di lettura

Non sono di cartone, come accaduto alle Olimpiadi di Parigi di due anni fa, i letti dei Giochi invernali di Milano Cortina. A certificarlo non sono comunicati ufficiali, ma direttamente gli atleti, che in queste ore stanno popolando i social con video e racconti dal Villaggio Olimpico. Tra i più condivisi c’è quello di Phebe Bekker, danzatrice sul ghiaccio della squadra britannica, che ha deciso di testare personalmente la solidità del letto nella sua stanza. “Sembra buono”, dice sorridendo mentre batte le nocche sul legno del letto, mostrando anche il materasso ai suoi follower.

L’ironia sui celebri letti di cartone, diventati virali durante i Giochi estivi di Parigi 2024, continua dunque anche a Milano Cortina, ma questa volta con toni decisamente più rassicuranti. Bekker non è l’unica atleta a raccontare la propria sistemazione: tra i contenuti condivisi spiccano anche quelli della sciatrice australiana Daisy Thomas e dello snowboarder svizzero Jonas Hasler, entrambi intenti a mostrare stanze spaziose e ben curate. Un contrasto evidente rispetto alle immagini che avevano fatto il giro del mondo a Parigi, quando il nuotatore azzurro Thomas Ceccon fu immortalato mentre dormiva all’aperto, diventando uno dei simboli delle difficoltà logistiche del Villaggio Olimpico francese.

Le strutture di Milano, tra stanze singole e doppie, sono dotate di letto, comodino, armadio e bagno privato con doccia, lavandino, wc e bidet. A Livigno, come mostrato proprio da Daisy Thomas, gli alloggi ricordano vere camere d’hotel, mentre Jonas Hasler ha documentato una stanza particolarmente ampia, con bagno finestrato incluso. Attualmente il Villaggio ospita 1.559 residenti di 42 delegazioni diverse, con l’Italia come rappresentanza più numerosa. Il complesso, articolato in sei edifici, dispone di 1.154 camere e 1.700 posti letto.

Per molti atleti l’ingresso nel Villaggio segna un momento speciale. “È la mia prima Olimpiade, quindi tutto ha un sapore speciale”, ha raccontato un giocatore francese di hockey su ghiaccio. “È davvero bellissimo. Non mi aspettavo così tanti spazi”. Gli fa eco un collega italiano: “Essere qui è quasi surreale. Si incontrano persone da ogni parte del mondo”. Apprezzamenti anche per i servizi, in particolare per il centro fitness, mentre la ristorazione rappresenta uno dei cuori pulsanti del Villaggio, con circa 3.400 pasti serviti ogni giorno. Un’organizzazione imponente, sostenuta dal lavoro di staff e volontari, che contribuisce a creare quell’atmosfera olimpica che, giorno dopo giorno, prende forma tra Milano e le Alpi.