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Jannik Sinner, "perché perde la bussola al 5° set": le indiscrezioni

di Lorenzo Pastuglialunedì 9 febbraio 2026
Jannik Sinner, "perché perde la bussola al 5° set": le indiscrezioni

2' di lettura

Le riflessioni sul k.o. di Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open continuano ad animare il dibattito nel mondo del tennis italiano. Dopo le parole di Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis, che aveva acceso i riflettori sulla gestione fisica e mentale dei match al quinto set, è intervenuto anche Paolo Lorenzi, direttore degli Internazionali d’Italia ed ex azzurro.

Lorenzi ha analizzato quanto accaduto a Melbourne con uno sguardo più ampio, andando oltre il semplice risultato. “Quando si arriva al quinto set entrano in gioco tanti fattori — ha spiegato —. Molto di quello che hai preparato prima della partita viene meno, certi riferimenti spariscono. A quel punto il match diventa una battaglia pura e rischi di perdere la bussola”. Secondo Lorenzi, in quelle situazioni il piano tattico lascia spazio alle sensazioni, all’istinto, e non sempre è facile trovare il giusto equilibrio.

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Nel caso specifico di Sinner, il dirigente toscano intravede un eccesso di controllo: “Forse in quel momento Jannik tende a rimanere troppo in linea, pensa ancora a quello che potrebbe succedere e non si lascia andare del tutto — ha osservato —. Penso che Sinner sia di un altro livello rispetto ad Alcaraz e a tantissimi altri giocatori, e credo che questa differenza emerga soprattutto nel lungo periodo”.

Lorenzi ha poi allargato il discorso alla carriera e alla prospettiva futura, citando Novak Djokovic come esempio: “La carriera può diventare lunghissima — ha proseguito —, lo dimostra Djokovic, capace di arrivare in una finale Slam a 39 anni grazie a quello che ha costruito negli ultimi dieci, quindici anni”. Un percorso che, secondo lui, Sinner può replicare per mentalità e capacità di crescita. Infine, un aspetto chiave: la reazione alle sconfitte. “Jannik ha dimostrato più volte di saper fare un salto di qualità dopo le delusioni importanti — ha concluso Lorenzi — Ha una capacità di migliorare sui dettagli che, a parte Nole, non avevo mai visto”. Un elogio che racconta perché, anche dopo una sconfitta pesante, il futuro dell’azzurro continui a essere guardato con enorme fiducia.

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