Libero logo

Milano-Cortina, ma quale arroganza: giù le mani da super Sighel

Lo sport di massimo livello è fatto anche, e soprattutto, di questo: cattiveria agonistica, euforia brutale. Quella che ti fa sentire invincibile quando, effettivamente, lo sei
di Claudio Savelligiovedì 12 febbraio 2026
Milano-Cortina, ma quale arroganza: giù le mani da super Sighel

2' di lettura

«L’esultanza più arrogante». Così Sports Illustrated ha definito la frenata in retromarcia di Pietro Sighel sul traguardo della staffetta mista. Aggiungendo che l’azzurro potrebbe diventare «uno dei più grandi cattivi dei Giochi». Ebbene? Ben venga. Se il prezzo per l’immortalità sportiva è questo, paghiamolo volentieri. Perché lo sport di massimo livello è fatto anche, e soprattutto, di questo. Cattiveria agonistica, euforia brutale, pura e semplice arroganza sportiva. Quella che ti fa sentire invincibile quando, effettivamente, lo sei.

Solo un mese fa, persone vicino a Sighel lo descrivevano come rammaricato per il silenzio assordante attorno agli sport invernali e al suo short track, una disciplina che definiva «spettacolare e imprevedibile» ma che il grande pubblico ignorava anche alla vigilia di un’Olimpiade in casa. Con quell’oro al collo e quell’arrivo al contrario, studiato e voluto, ha ribaltato il tavolo. Si è fatto sentire con un gesto “olimpico”, come ce ne sono stati tanti altri, di quelli che restano nella storia. È diventato virale ma non lo ha fatto per sé, bensì per il movimento di cui fa parte. Ha acceso un faro su un mondo che vive d’ombra. Ha dato allo short track una popolarità che nemmeno dieci annidi campagne promozionali istituzionali possono dare.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi: le medaglie del 12 febbraio

L'Italia riparte da un mercoledì da incorniciare e da un giovedì che promette di essere altrettanto de...

Non è una difesa dettata dal passaporto o dal tifo, lo diremmo con la stessa ferma convinzione se a farlo fosse stato il canadese. Anzi, è lo stesso William Dandjinou, arrivato secondo con la sua squadra, ad averlo detto: «Il gesto di Sighel è ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro sport. Ha gasato il pubblico. Sono felicissimo per la squadra italiana, un successo meritato. E vincere in casa dev’essere davvero speciale». Sighel, in qualche modo, ha onorato anche gli avversari perché con quel gesto ha detto che è servita la gara perfetta per vincere. Se per gli americani questo vuol dire essere dei “villain”, dei cattivi da fumetto, allora dateci più cattivi. Lo sport, ogni tanto, ne ha bisogno.

Milano-Cortina, fango su Sighel: "Sbruffone, arrogante". Insulti all'italiano

Oro all'Italia nello short track. Quanto andato in scena martedì 10 febbraio alla Milano Ice Skating Are...

ti potrebbero interessare