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Jannik Sinner a Indian Wells: il brutto ricordo che lo tormenta

di Carlo Galativenerdì 6 marzo 2026
Jannik Sinner a Indian Wells: il brutto ricordo che lo tormenta

3' di lettura

Il tennis vive di punti, ma anche di luoghi; alcuni di questi sono semplici tappe di un fitto calendario, altri finiscono per trasformarsi in snodi di una carriera. Indian Wells, per Jannik Sinner, è uno di questi. Il deserto californiano è il torneo che ancora manca nella sua collezione di grandi titoli sul cemento, ma è anche il posto dove due anni fa iniziò una vicenda che lo segnò come uomo ancora prima che come tennista. Dal punto di vista sportivo, il rapporto tra Sinner e Indian Wells è fatto di partite importanti e di finali sfiorate. Nel 2023 e nel 2024 il cammino dell’altoatesino si è fermato in semifinale, entrambe le volte con Alcaraz, in sfide che hanno raccontato molto bene l’equilibrio tra i due giocatori che oggi si dividono il vertice del tennis mondiale.

L’ultimo grande torneo sul veloce che manca alla collezione di casa Sinner. Eppure la memoria torna inevitabilmente anche a ciò che accadde due anni fa. Il 10 marzo 2024 l’azzurro risultò positivo a un controllo antidoping durante il torneo. Il secondo test, datato 18 marzo e successivo alla semifinale persa con Alcaraz, confermò la presenza della stessa sostanza. In entrambi i casi vennero rilevate tracce di Clostebol in quantità infinitesimali: una concentrazione inferiore a un miliardesimo di grammo per litro. Praticamente, il nulla. La spiegazione arrivò dalla ricostruzione fornita dalla difesa del giocatore. Il fisioterapista di allora, Naldi, aveva utilizzato il Trofodermin, uno spray medicinale contenente Clostebol, per curare un taglio al mignolo della mano e nei giorni successivi aveva effettuato dei massaggi durante il torneo. Sinner soffre di una dermatite che provoca spesso piccole lesioni sulla pelle dei piedi e della schiena e proprio attraverso quelle microferite sarebbe avvenuta la contaminazione.

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Il finale di quella vicenda oggi è noto. Più difficile è stato attraversare il percorso, perché per mesi il nome di Sinner è stato accompagnato da insinuazioni e sospetti, da tentativi di trasformare un episodio accidentale in un marchio d’infamia. Nel frattempo sono arrivati titoli, Slam e una continuità di rendimento che lo ha portato stabilmente al numero 1 del mondo. Anche la stagione attuale, al di là delle sensazioni, racconta molto più di quanto sembri: a qualcuno può apparire una partenza lenta, perché ancora senza titoli. La realtà è che la linea tra un inizio normale e uno straordinario è stata sottilissima. All’ Australian Open Sinner ha perso una semifinale con Djokovic soltanto al quinto set dopo una battaglia lunghissima. In quella partita ha avuto sedici palle break senza riuscire a convertirne una, otto soltanto nell’ultimo set. Sarebbe bastata una sola occasione trasformata per cambiare completamente la percezione di queste settimane.

Il tennis vive esattamente su questa linea sottile, fatta di attimi e di punti che spesso separano due racconti completamente diversi della stessa stagione. Indian Wells può rappresentare uno di quegli snodi in cui il racconto cambia direzione. Il grande obiettivo dell’anno resta il Roland Garros, il tassello necessario per completare il Career Grand Slam, ma il presente passa dall’esordio contro il qualificato ceco Svrcina (stanotte, in orario ancora da definire, in diretta su Sky Sport), giocatore regolare da fondo campo e dotato di grande mobilità, che gli appassionati italiani ricordano per la vittoria inflitta a Berrettini a Hangzhou.
Proprio Berrettini è stato protagonista di una delle immagini più intense della notte californiana.

Il romano ha superato Mannarino 4-6 7-5 7-5 al termine di un match durissimo, chiuso con il corpo ormai svuotato dalle energie, anche a causa di un’influenza che aleggia sul torneo. Sul match point era praticamente immobilizzato dai crampi ma ha trovato comunque la forza di colpire un dritto vincente da fermo, prima di accasciarsi al suolo piegato dal dolore. Nel frattempo oggi scenderanno in campo anche gli altri azzurri: Musetti con Fucsovics, Cobolli con Kecmanovic e Darderi che affronterà il vincitore tra Maestrelli e Hijikata. Nel tabellone femminile Paolini sarà opposta all’austriaca Potapova. La traversata del deserto californiano non è poi così impossibile.

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