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Bosnia-Italia, a Zenica arriva la neve: voci clamorose, come vogliono farci fuori

di Claudio Savellilunedì 30 marzo 2026
Bosnia-Italia, a Zenica arriva la neve: voci clamorose, come vogliono farci fuori

3' di lettura

L’Italia arriverà a Zenica soltanto stasera, ben oltre quanto richiesto solitamente dal protocollo. Una concessione, anzi, una richiesta precisa della Uefa alla federazione: venite il più tardi possibile perché il campo dello stadio Bilino Polje non si può usare. Dunque, rifinitura a Coverciano e sbarco soltanto nel tardo pomeriggio di oggi a Sarajevo, per poi affrontare un’ora di pullman fino a Zenica. Usare il prato prima significherebbe vanificare gli sforzi che la federazione bosniaca sta facendo per rendere il campo, diciamo così, dignitoso per la sfida di domani sera. Il sospetto che non tutto venga fatto a regola d’arte c’è. La federazione italiana sta marcando stretto la Uefa per evitare “furbate”, mentre quella bosniaca rassicura, affermando che per la prima volta nella storia del Paese sono stati utilizzati dei riscaldatori per rimuovere la neve e che la squadra di manutenzione del campo sta lavorando assieme ai dipendenti dell’Alba, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti e dei servizi ambientali della città, per preparare il terreno di gioco. La neve che due giorni fa lo copriva si è sciolta ma, come sempre accade in questi casi, inzuppa un terreno che drena poco.

INQUINAMENTO
Colpa anche dell’altissimo inquinamento nell’aria di questa zona, piena di acciaierie, che non fa respirare la terra. Quindi gli azzurri devono aspettarsi un campo molle, terroso, dove le zolle si sfaldano sotto i piedi. Un terreno da anni ’90, di quelli che ora, dalle nostre parti, incontri soltanto nelle basse categorie. La domanda, allora, sorge spontanea: gli azzurri sapranno quali tacchetti scegliere? Se pensate sia scontata la risposta, dimenticate che i nostri giocatori sono abituati bene. Alcuni, forse, non hanno mai giocato su un terreno di gioco così rustico. Federico Gatti sì, nelle categorie inferiori, e infatti alla Rai ha detto di «averne visti di peggiori». È così che rilancia la sua candidatura per un posto in difesa, non solo perché la Bosnia gioca con due centravanti puri e fisici come Dzeko e Demirovic. Politano, a Vivo Azzurro, dichiara invece che «bisognerà partire forte», non come a Bergamo, e che «non bisognerà farsi condizionare dal contesto». Allo stadio fatiscente i nostri sono abituati, visto lo stato in cui versano gli impianti italiani, quindi non potranno fare gli snob.

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CUGINO
L’arbitro sarà Clement Turpin, e naturalmente è scattata subito la polemica in quanto “cugino” francese. In realtà il “problema” con Turpin è che arbitrava la disfatta di Palermo contro la Macedonia del Nord nel 2022 che sancì la nostra seconda mancata qualificazione ai Mondiali di fila. Perché per il resto è un arbitro di esperienza (oltre 600 gare in carriera, di cui più di 100 in competizioni europee), equilibrato e distensivo: un particolare fondamentale per gli azzurri, che non dovranno scivolare nel nervosismo e rimanere concentrati sulla gara. Ancor meno degna di nota è la polemica su Locatelli, uscito a cena sulle colline di Firenze con quattro dei cinque calciatori dell’Inter convocati da Gattuso, più Vicario (indisponibile ma al fianco dei compagni, e peraltro in orbita nerazzurra per il prossimo mercato). Apriti cielo: tifosi juventini scatenati perché considerano “inopportuno” che il loro capitano vada a cena con i rivali. Peccato che in questi giorni siano compagni di squadra. E se le cene di Gattuso hanno portato alla finale playoff, speriamo che quelle tra i giocatori portino ai Mondiali.

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