"Ma perché dovrei essere pagato come David?". È la frase che, più di tutte, ha fatto saltare gli equilibri, riportata da Tuttosport. Dentro la Juventus, e soprattutto da Damien Comolli, è stata letta come un segnale chiaro: la trattativa per il rinnovo di Dusan Vlahovic era ormai entrata in una fase senza ritorno. Da lì in avanti il rapporto tra il centravanti serbo e il club bianconero ha preso una direzione sempre più netta. Una separazione che oggi appare definitiva, dopo quattro anni e mezzo vissuti tra aspettative altissime, gol pesanti e una sensazione mai del tutto risolta di incompiutezza. Alla Continassa la considerano una scelta di razionalità economica, arrivata prima di trasformare il contratto in un problema strutturale. Vlahovic, dal canto suo, è convinto di poter trovare comunque un’opportunità di livello assoluto altrove.
Le tensioni non nascono oggi. Già la scorsa estate, con il nuovo corso dirigenziale, il suo futuro era diventato un tema. L’arrivo di Jonathan David aveva cambiato gli equilibri offensivi e la sensazione, all’interno del club, era che il serbo non fosse più intoccabile. Da lì il primo vero confronto, con la proposta implicita di valutare una cessione. Vlahovic ha scelto di restare, convinto di potersi guadagnare spazio e centralità. Sul campo, in effetti, le risposte non sono mancate. Anche nei momenti più complicati, il suo contributo è arrivato spesso a gara in corso o nelle partite più sporche. Ma intorno al rinnovo il clima non si è mai disteso davvero, complice anche un ingaggio da top assoluto (12 milioni netti a stagione) che pesava sulle strategie del club.
Spalletti, lo sfregio di Comolli: il retroscena su Vlahovic, viene giù la Juve
Era nell'aria, ma ora è ufficiale. Le strade di Dusan Vlahovic e della Juventus si dividono, una volta per tu...L’arrivo di Spalletti aveva riaperto uno spiraglio. Il tecnico lo ha rimesso al centro del progetto e per alcune settimane la sensazione era quella di una possibile ripartenza comune. Poi l’infortunio ha cambiato tutto, spezzando anche il filo tecnico e riaprendo vecchie riflessioni. Negli ultimi incontri le distanze sono rimaste tali, senza punti d’incontro. La Juventus ha scelto di non rilanciare, il giocatore ha preso atto della situazione. La separazione è diventata così una conseguenza naturale più che una rottura improvvisa. Ora si apre il mercato: Premier League, Bundesliga e qualche sondaggio dall’Italia. La sensazione è che il ciclo sia finito davvero, con due letture diverse della stessa storia.




