La ventitreesima edizione della Coppa del Mondo apre i battenti questa sera a Città del Messico. Al mitico stadio Azteca, tirato a lucido dopo una necessaria ristrutturazione, si affrontano la squadra di casa, il Messico, ed il Sudafrica. Rendez-vous della gara inaugurale già giocata a Sudafrica 2010, mondiale vinto dalla Spagna. Prima che il fischio d’inizio risuoni nel “cielito lindo” messicano, ecco uno che di mondiali vinti ne sa qualcosa, Giuseppe Bergomi. Leggenda dell’Inter e della Nazionale, campione del mondo 1982, intervistato dal “Giorno” fa il suo pronostico per la rassegna iridata nel continente nord-americano. Bergomi non può che partire da ciò che fa più male, l’assenza dell’Italia: “Naturalmente è un grande dispiacere vivere un Mondiale senza gli azzurri, ma dobbiamo avere l’onestà di ammettere che
purtroppo sta diventando una abitudine.
Mondiale 2026, "spilla 168": lo schiaffo dell'Iran a Donald Trump
Il Mondiale dell’Iran è iniziato lontano dagli Stati Uniti. La nazionale asiatica ha infatti scelto Tijuana...Da troppi anni sento parole, proposte, chiacchiere. Credo sia davvero venuto il momento di cambiare le cose. Altrimenti, tra quattro anni rischiamo di ritrovarci a ripetere gli stessi malinconici discorsi”. Lui, diciottenne, un mondiale lo ha vinto: “Ero un ragazzo, come possono ben raccontare i campioni del 2006, non c’è emozione più bella per chi fa il calciatore”. Meno emozioni, invece, per la nuova formula: “A me l’allargamento a 48 squadre non convince. Comprendo il senso politico dell’operazione, si offre la grande ribalta del pallone anche ad angoli del pianeta altrimenti dimenticati. Ma mi domando: quante delle 106 partite in programma garantiranno uno spettacolo apprezzabile?”.
Mondiale 2026, ritiro invaso da serpenti a sonagli: terrore per la Svizzera
Niente problemi con il terreno di gioco, ma un ospite decisamente indesiderato attorno al quartier generale scelto dalla...L’ex-capitano dell’Inter non ha dubbi su quale sia la favorita: “L’ Inghilterra. Non conquista il titolo ormai da sessant’anni, è quasi incredibile che i Leoni non siano più riusciti ad imporsi”. La qualità, secondo lui, è fuori scala: Bellingham, Kane e la guida di Tuchel potrebbero fare la differenza. Subito dietro, il Brasile di Ancelotti e la Francia delle stelle. Non l’Argentina: “Eh, perché mi domando quali siano le effettive condizioni di Messi…”. E il futuro dell’Italia? La risposta è un silenzio che vale più di un verdetto: “Amico mio, speriamo di riparlarne tra quattro anni”.




