L’addio di Comolli era già stato deciso prima della fine del campionato, ma i giorni successivi sono serviti a negoziare un’uscita pulita a livello di immagine. Il brand Juventus, d’altronde, porta ancora i segni del polemico addio di Allegri e del brusco benservito impartito a Giuntoli.
Per questo si è evitato lo scontro frontale e il licenziamento, optando per dimissioni «di comune accordo»: una mossa costata 850mila euro lordi di buonuscita, che porta il peso a bilancio dell’unica stagione di Comolli a 8 milioni lordi totali. Un vero salasso. Anche l’arrivo di Carnevali era blindato da settimane, come dimostra il curatissimo video di addio al Sassuolo, tutt’altro che improvvisato. E spicca un dettaglio in particolare dall’annuncio ufficiale: Carnevali assume la doppia carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale. Un accorpamento che lancia un messaggio preciso: la Juventus ha un nuovo capo unico di cui fidarsi, un colpo dirigenziale di quelli che a Torino non battevano da tempo.
MOTIVAZIONI
Il vero motivo per cui non si è atteso il primo luglio per l’annuncio è che Carnevali aveva bisogno di queste settimane per preparare un mercato dannatamente complesso. Non tanto perché mancheranno i 40-50 milioni della Champions (l’uscita di Vlahovic, che non verrà ritrattato, alleggerisce il costo rosa proprio di quella cifra), quanto perché le zavorre di Comolli e Giuntoli sono tante e difficili da smaltire. Carnevali è un abilissimo venditore, ma non ha mai dovuto piazzare esuberi dagli ingaggi pesantissimi. Al Sassuolo semmai vendeva giovani in rampa di lancio. Trovare acquirenti per David, Openda e Zhegrova, rispettivamente primo, terzo e ottavo ingaggio della rosa, è un’impresa anche per un maestro delle uscite come lui. La sensazione è che Openda possa portare offerte, mentre gli altri due siano destinati alla permanenza.
In cima alla lista di Carnevali ci sono altri giocatori da cedere, quelli che non hanno un ruolo di rilievo nel progetto di Spalletti. Perché la priorità sarà soddisfare l’allenatore, non gli algoritmi. Quindi la missione sarà trovare destinazione per Gatti, che peraltro percepisce il settimo ingaggio della rosa, Di Gregorio e Perin. Per monetizzare servirà una grande cessione strutturale, e qui gli indiziati principali sono due: Bremer e Thuram, entrambi con un buon mercato in Premier League.
Sul mercato in entrata, la strategia sarà muoversi verso gli esuberi delle big italiane ed europee. Quindi, a parte Muharemovic che conviene perché la Juventus detiene il 50% sulla sua rivendita dal Sassuolo, saranno idee concrete Frattesi dall’Inter, Buongiorno dal Napoli e Ricci dal Milan, così come Kim dal Bayern Monaco e Brahim Diaz dal Real Madrid.
Nel primo confronto con Carnevali, in programma lunedì alla Continassa, verrà fatto il punto anche sulle trattative già impostate da Modesto e Ottolini per Sorloth (con l’Atletico Madrid che si terrebbe, a costi rivisti, Nico Gonzalez) e Dibu Martinez (l’Aston Villa, invece, non farebbe lo stesso con Douglas Luiz, che potrebbe essere rivalutato in ritiro). Nel giro di una settimana tutto sarà più chiaro e trasparente. Per Carnevali, per i media e per i tifosi juventini. I quali, finalmente, torneranno ad avere un riferimento, una voce: qualcuno che spieghi loro come stanno davvero le cose in casa Juve.




