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Serve un patentino anti-terroristi e anti-centri sociali

Il Pd propone il giuramento antifascista per chiunque entri nella sala stampa della Camera. Sarebbe più giusto chiederne uno per rinnegare No Tav e antagonisti violenti
di Pietro Senaldimartedì 28 luglio 2026
Serve un patentino anti-terroristi e anti-centri sociali

3' di lettura

C’è un piano per far sbarcare il patentino antifascista in Parlamento. Il gruppo del Pd alla Camera ha presentato un ordine del giorno, che sarà votato domani, per subordinare l’accesso alla sala stampa e ad altri spazi di Montecitorio a una dichiarazione con la quale chi entra si impegna a «rispettare la Costituzione e i suoi principi fondamentali». Non possono svolgersi nel Palazzo «manifestazioni in contrasto con i principi dell’ordinamento democratico», si legge nella motivazione.

Per carità, non ho nulla contro la difesa dei diritti costituzionali, anzi me ne faccio paladino. Mi chiedo però se l’autocertificazione sia uno strumento efficace, visto che l’attentatore islamico del gay pride di Berlino ieri era atteso al centro contro la radicalizzazione, dove aveva preso appuntamento sua sponte. È evidente che l’ordine del giorno a firma dem è la tipica norma spot che, basandosi sui valori della Carta, in realtà li distorce, perché li attribuisce implicitamente a una sola parte. Alla faccia dell’articolo 21 della Costituzione stessa, che sancendo la libertà di stampa contiene implicitamente anche la libertà di sala stampa, e della storia del Parlamento, dove in questi ottant’anni per difetto sono sbarcati almeno due-trecento onorevoli fascistissimi.

NESSUN MUSSOLINIANO

Il fascismo è stato un regime esecrabile, nessuna difficoltà a ribadirlo. Però non c’è traccia di fascisti nei 450 para terroristi che sabato scorso hanno messo a ferro e fuoco la Val di Susa, ingaggiando una guerriglia con le forze dell’ordine, che non hanno risposto per non sentirsi accusare di essere autoritarie, e in cambio hanno riportato oltre centoventi agenti feriti. Non c’è traccia di fascisti neppure negli antagonisti di estrema sinistra di Bologna, che una settimana fa hanno dato l’assalto alla Polizia con la scusa della morte di Abderrahim Fakir .

Tanto meno è fascista Vincenzo Fullone, l’attivista della Flotilla che ha scritto un dolente e simpatetico ricordo di Abdul Ballout, l’aspirante stragista di partecipanti alla manifestazione Lgbtq+ tedesca. «Avrei voluto che, invece dell’Isis, avesse incontrato una cultura meno fondata sulla supremazia bianca», sono le sue parole in memoria del terrorista. Insomma, pare quasi che per questo signore i naziskin abbiano più responsabilità nell’attentato degli integralisti islamici.

È vero che il vento della destra soffia in tutta Europa, e che alcune destre hanno un retrogusto estremista laddove certe sinistre ne hanno direttamente il sapore. Però, cronaca alla mano, c’è da chiedersi quale sia il pericolo maggiore per la democrazia, la comunità, l’Occidente e i suoi valori. Fanno più danni gli sparuti nostalgici del Ventennio o i bracci armati dei centri sociali, con connessioni operative con i black bloc e i No Tav, ai quali parte del nostro Parlamento e più di un consiglio comunale fornisce imbarazzanti coperture politiche e dispensa pubbliche simpatie e solidarietà? Una conta dei danni provocati recentemente dagli uni o dagli altri favorisce la risposta.

CORTOCIRCUITO

E allora forse, quando chiede il patentino anti-fascista, il gruppo Pd della Camera dovrebbe chiedere anche il patentino anti-NoTav, quello anti-antagonisti da centro sociale e quello anti-Hamas. A meno che non si consideri un’espressione democratica mettere a soqquadro il Paese. Certo, ci sarebbe un’inconveniente. Vista l’attuale composizione del Parlamento, chiedere una dichiarazione anti-terrorista, sia esso terrorismo palestinese, valligiano o bolognese, rischia di svuotare le Camere più di quanto non lo fece il referendum grillino che ha ridotto del 33% gli onorevoli.

In quanti, a sinistra, si troverebbero nel dubbio tra non firmare, e perdere subito il seggio, o firmare, e perdere tra un anno i propri elettori, e quindi il seggio? Attenzione, la nostra non è una provocazione né un’iperbole. Mezzo Parlamento sostiene la Flotilla, esponenti della Flotilla compiangono il terrorista di Berlino e comprendono i terroristi di Hamas. Più o meno lo stesso accade con i No Tav e gli autonomi, condannati a parole quando assaltano le forze dell’ordine e devastano le città ma mai davvero osteggiati nei fatti o combattuti politicamente. Ergo, mezzo Parlamento non è allineato con la difesa dei principi della Costituzione. Bene quindi il patentino anti-fascista. Così vanno i tempi, anche se un po’ andati.

D’altronde, oggi per fare il commissario tecnico della Nazionale di calcio il patentino anti-Putin sembra contare più di quello da allenatore rilasciato dalla Federazione. Però, a maggior ragione, ben venga anche il patentino anti-violenza rossa. Così almeno si fa un po’ di chiarezza, si chiamano le cose con il loro nome e la sinistra si toglie dall’imbarazzo di dover bollare come “fascista” ogni comportamento anti-democratico che le nasce in seno e del quale non vuole assumersi la responsabilità.