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Sinner "è un po' regredito". Wimbledon, ombre presanti prima di Djokovic

di Roberto Tortoravenerdì 10 luglio 2026
Sinner "è un po' regredito". Wimbledon, ombre presanti prima di Djokovic

2' di lettura

Ancora un giorno e poi sarà Sinner contro Djokovic, ennesimo duello, stavolta in semifinale a Wimbledon. Ed è questa l’analisi di Dario Puppo, che ha commentato il momento dell’azzurro soffermandosi sulla sfida contro Nole e sui dettagli tecnici che, secondo il giornalista, possono fare la differenza. In sintesi: Jannik deve ritrovare alcune armi del suo tennis.

Il punto centrale riguarda i cosiddetti colpi speciali, quelli che hanno permesso a Sinner di cambiare ritmo e sorprendere gli avversari nei momenti decisivi. “Sinner è un po’ regredito nei suoi colpi speciali”, è il concetto espresso da Puppo, che invita il numero uno italiano a non avere dubbi nelle prossime sfide contro i grandi campioni.

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Secondo il telecronista, contro Djokovic l’azzurro non deve entrare in campo con pensieri negativi o con il peso delle precedenti sfide. La chiave è mantenere la propria identità di gioco e sfruttare le soluzioni che negli ultimi anni lo hanno portato ai vertici del tennis mondiale. Puppo ha più volte sottolineato l’importanza dei dettagli nel gioco di Sinner. In una precedente analisi aveva evidenziato come alcuni aspetti tecnici non fossero ancora diventati completamente naturali per l’altoatesino: “Ci sono dei dettagli che Sinner non ha fatto suoi e non gli vengono naturali”.

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La partita contro Djokovic, dunque, viene letta come un confronto in cui il serbo ha saputo mettere pressione sulle certezze di Jannik, costringendolo a cercare soluzioni diverse. Per Puppo, però, non si tratta di un problema strutturale, ma di un passaggio nel percorso di crescita di un giocatore chiamato a migliorarsi anche nei particolari. Il tema riguarda soprattutto la capacità di Sinner di variare il proprio tennis: servizio, risposta, palle corte e cambi di ritmo possono diventare strumenti decisivi contro avversari esperti come il serbo. Il messaggio finale è chiaro: nessun passo indietro, ma la necessità di recuperare quelle giocate che hanno reso Sinner un giocatore difficile da affrontare. Contro Djokovic, secondo Puppo, non servono “retropensieri”, ma la cosiddetta testa alta e petto in fuori.