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Serie A, Turchia sugli "italiani": ecco chi vogliono strappare

di Claudio Savellisabato 25 luglio 2026
Serie A, Turchia sugli "italiani": ecco chi vogliono strappare

3' di lettura

Alla Super Lig turca piacciono i top player della serie A. Un anno fa Osimhen, ora Leao, Bremer e Vlahovic. Niente di nuovo. Anzi, sì: la serie A inizia ad apprezzare questo amore della Turchia. Perché i nostri club che devono vendere i grandi giocatori a fine ciclo per liberarsi dei loro ingaggi pesanti possono sperare in un acquirente in più: se non arrivano la Premier League e la Saudi Pro League, magari si presenta la Super Lig. E la Turchia inizia a piacere anche ai giocatori stessi: una volta che si rendono conto di non avere mercato in Inghilterra, la preferiscono all’Arabia Saudita perché rimangono nel calcio europeo. In più, Istanbul è una bella metropoli in cui andare a vivere e il tifo è autentico, perfino troppo.

L’ultimo a farsi lentamente convincere è Leao, che si era messo da solo sul mercato prima del Mondiale e ieri, in un podcast brasiliano, ha spiegato «di aver già parlato con il Milan della cessione» ma di non averne certezza. «Non so se succederà, devo presentarmi il 29 luglio e finché sarò rossonero darò il massimo, sempre nel rispetto della maglia che mi ha dato tutto». Ma una volta svanito il sogno Premier League, l’approdo in Turchia sta assumendo i contorni di una scelta gradita. Così il Fenerbahçe ha presentato al portoghese una proposta di ingaggio da capogiro: 8 milioni di euro netti più 1,5 milioni di bonus se supererà le 20 presenze, altri 1,5 milioni se segnerà 15 gol e un altro milione in caso di vittoria del campionato turco. Così per cinque stagioni.

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Più o meno la stessa offerta a cui sta pensando il Galatasaray, che però si è fatto battere sul tempo dai rivali. A proposito, la concorrenza tra i club della capitale turca fa il gioco dei giocatori, che alle volte diventano oggetti di aste dirette, perché il modus operandi turco consiste nel sedurre prima il calciatore con offerte vertiginose e, solo una volta ricevuto il “sì”, trattare (al ribasso) con i club. Esagero di qui, tiro la cinghia di là: cose turche. Ma se un tempo davano fastidio ai nostri club, ora vengono sopportate perché vendere è maledettamente complicato. Vengono anche cavalcate dagli intermediari: quello dell'affare-Leao è Jorge Mendes. Non è il procuratore del giocatore ma l’intermediario, probabilmente incaricato dal Milan nell’ambito dell’acquisto di Ramos. E ci guadagnerà in commissioni. Si sfrutta l’onda dell’elezione del nuovo presidente del Fenerbahçe, Aziz Yildirim, che deve mantenere le promesse fatte in campagna elettorale: già spesi oltre 40 milioni per Greenwood, 18 per Muriqi e quasi 9 per Aké. Per Leao ne ha previsti 50, e poco importa se poi dovrà vendere otto giocatori stranieri per rientrare nel massimo di 14 consentito dalla Lega.

In un report pubblicato dalla Uefa a inizio 2024, la Super Lig figurava come il campionato più indebitato tra i 54 affiliati. Eppure continua a spendere perché i top club attingono a prestiti agevolati garantiti dal governo centrale: per questo, quando si parla di una cessione in Turchia, saltano fuori le richieste di “garanzie bancarie”. Era accaduto anche con il Napoli per la cessione di Osimhen al Galatasaray per 75 milioni complessivi e 15 netti di base fissa a lui (sarebbe sul podio dei più pagati della Premier). Il Galatasaray non sta a guardare, vorrebbe Bremer ed è passato prima dal giocatore con una proposta da 8 milioni netti all’anno. L’obiettivo è che sia il brasiliano a forzare con la Juventus per abbassare la richiesta di 45 milioni: cose turche, le solite. L’alternativa è la stessa che la Juve vorrebbe in caso di uscita di Bremer, ovvero Lucumì del Bologna.

Il corteggiamento ai giocatori prima di avvisare i club nasce anche dall’abitudine a trattare gli svincolati di lusso. Sané la scorsa estate è stato convinto dal Galatasaray con un ingaggio da 9 milioni netti e poco importa se a vederlo in campo sembra un ex giocatore. Il Besiktas ora vorrebbe darsi un tono e consegnare Salah a Italiano, e non solo: sul piatto di Vlahovic ha messo un triennale da 13,5 milioni a stagione, e il serbo per ora si fa bello di questa offertona e tiene il club in sospeso. Anzi, la usa per bussare alla Juventus o ad altri top club e dire: avete visto quanto valgo? Siete proprio sicuri di non voler pareggiare l'offerta? Sono sicuri.

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