"Tutto ciò che c'è di buono è mio dovere studiarlo". Claudio Ranieri, presidente del Club Italia, annuncia che prenderà in esame il programma per il settore giovanile elaborato da Paolo Maldini e Leonardo. "Chiederò di visionarlo, se disponibile. La frase di Maldini sui dieci anni è stata interpretata male: intendeva dire che ci sono giovani da ristrutturare dal punto di vista tattico individuale".
"Una volta si giocava di più per strada", riflette Sor Claudio, presentato oggi nella sede romana della Figc insieme al neo-ct Roberto Mancini dal presidente federale Giovanni Malagò. "Oggi ci sono ragazzi che non dribblano più. Dobbiamo fare in modo che possano esprimere la loro libertà senza pensare soltanto a diagonali e passaggi".
Ranieri si è soffermato anche sul ridotto impiego dei calciatori italiani nei grandi club. "Una volta c'era un massimo di tre stranieri, oggi le cose sono cambiate. Mi auguro che tutte le componenti lavorino per permettere un maggiore utilizzo degli italiani, così da offrire più scelta al commissario tecnico. Naturalmente non si può obbligare un allenatore a far giocare questo o quel calciatore: l'obiettivo resta sempre vincere schierando i migliori".
Infine, l'ex tecnico della Roma ha escluso che il nuovo incarico rappresenti una rivincita personale. "Assolutamente no, è il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell'accettare. Il mio obiettivo è far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e realizzare il sogno di quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l'Italia giocare un Mondiale".




