Il ginocchio di Jannik Sinner potrebbe essere un problema più serio di quanto lasciato intendere nei primi giorni. A mettere in fila gli elementi e a invitare alla prudenza è Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, intervenuto nell’ultima puntata di TennisMania, trasmissione di OA Sport, che ipotizza: “Da indiscrezioni, pare che Sinner si porti dietro questa infiammazione tendinea da un po’ e ci abbia giocato sopra”. Un’ipotesi che, se confermata, cambierebbe la lettura dell’assenza da Cincinnati: “Evidentemente, se sono reali le indiscrezioni, questa infiammazione tendinea se la porta dietro da un po’ e avrà giocato anche sul dolore senza far trapelare nulla e poi si è deciso di provare a capirne di più con le visite del caso e poi questi trattamenti al J Medical”.
Il giornalista invita però a non trasformare le indiscrezioni in certezze: “Questa è la spiegazione logica, poi che cosa ci sia dietro non lo possiamo sapere con esattezza”. Anche perché una tendinite, osserva, non compare improvvisamente: “Una tendinite non è qualcosa che nasce da oggi a domani. Ecco, è dovuta a un sovraccarico e probabilmente giocandoci sopra, senza provare a curare il problema, la situazione tende a peggiorare”.
Le prossime 48 ore potrebbero quindi essere decisive: “Pare che Sinner debba comunicare qualcosa nel giro di uno-due giorni. Questo mi fa pensare che il problema al ginocchio forse era più serio di quanto si ipotizzasse, ma siccome nulla si conosce, è inutile lanciarsi in previsioni”. E anche un eventuale via libera per New York non garantirebbe un Sinner al massimo: “Se ricominciasse ad allenarsi a medio regime da domani avrebbe a disposizione una decina di giorni, al netto dei trasferimenti, per saggiare la sua condizione o salire di colpi e in vista di un torneo di quel peso impossibile la situazione non è semplice”.
L’assenza dell’azzurro, sommata agli altri dubbi dei big, rischierebbe di ridimensionare pesantemente lo Slam americano: “Senza Sinner e Alcaraz, con Djokovic che non si capisce in quali condizioni psicofisiche sia, direi un torneo che perde molto. Al di là dell’interesse per gli altri, è un torneo letteralmente depauperato ecco”. Ambesi guarda con cautela anche ad Alcaraz: “Mi stupirei di vedere Alcaraz in campo, più che altro perché non ne capirei il motivo. Sarebbe un rischio inutile, magari con poco allenamento, una non confidenza alla partita”. Sul fronte italiano, invece, ci sono spiragli per Musetti e Cobolli. “Il tabellone apre degli spiragli interessanti, almeno fino ai quarti di finale”, dice sul toscano, mentre sul romano sottolinea: “Lui ovviamente se è un po’ scarico a livello agonistico, il suo livello inevitabilmente si appiattisce più di altri”. E in chiave Race avverte: “Cobolli deve raccattare ancora cinquecento punti qua e là per essere tranquillo”.
Infine, il caso Jodar e le scarpe: “Fosse successo una volta non c’è problema, è successo troppe volte e la soluzione è quella di andare con più paia di scarpe”. Una gestione che, secondo Ambesi, poteva essere molto più semplice: “Ti si rompe la stringa — conclude — ti levi le scarpe le dai a papà, papà avrà qualcuno che rimetterà le stringhe”.




