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Kimi Antonelli, la profezia di Flavio Briatore: "Come finirà il Mondiale di F1"

di Paolo Macartivenerdì 4 settembre 2026
Kimi Antonelli, la profezia di Flavio Briatore: "Come finirà il Mondiale di F1"

3' di lettura

Essendo per natura un vincente, Flavio Briatore ammira chi taglia il traguardo della vita e dello sport sempre là davanti. Tornato in Formula 1 da pochi anni alla guida dell’Alpine dopo i trionfi con la Benetton di Michael Schumacher e con la Renault con Alonso (in tutto sette mondiali) Briatore sta rigenerando la squadra francese con il ruolo di strategico di executive advisor. Il manager ci parla del Gp di Monza che si correrà domenica (ore 15, diretta Sky e TV8), ma già oggi le monoposto saranno in pista per le libere (ore 12.30 e poi alle 16, diretta Sky), mentre sabato le qualifiche per la pole (ore 16, diretta Sky e TV8).

Monza per l’Alpine sarà un crocevia della stagione?
«Siamo cresciuti in modo esponenziale e i miglioramenti del team sono sotto gli occhi di tutti. Due anni fa l’Alpine era sempre fra gli ultimi».

Obiettivo stagionale dell’Alpine?
«Battere Racing Bull per un bel quinto posto nella classifica costruttori».

Lei ha portato il marchio Gucci nel Circus: è così difficile far accettare una F.1 aperta al mondo del lusso?
«Questa è stata una bella operazione di marketing, portare uno sponsor del genere aprirà molte possibilità oltre a dare prestigio al nostro sport. A suo tempo facemmo lo stesso con Benetton, marchio non di lusso, ma andò bene come progetto».

Chi vince domenica il Gran Premio?
«Tutta l’Italia sarà divisa in due fazioni: c’è chi ovviamente sogna un successo della Ferrari ma anche chi preferirebbe un bel risultato di Antonelli».

Kimi cambierà motore e partirà dalle retrovie.
«Però ha un razzo sotto il sedere e, sorpasso dopo sorpasso, può arrivare al podio e conquistare punti utilissimi».

Antonelli può vincerlo questo mondiale?
«Il binomio macchina-pilota è netto e a lui favorevole: la Mercedes con Kimi al volante rappresenta il top. Lo racconta la storia di questa stagione».

Ha mai immaginato un Antonelli così dominante?
«Pensavo disputasse la sua seconda stagione in Formula 1 migliorandosi e vincendo gare. Ma ha stupito e può davvero essere mondiale a 20 anni. Per l’Italia sarebbe un risultato clamoroso».

Un giudizio sul ragazzo e uno sul pilota?
«È veloce, impara dagli errori ed è un bravo figliolo. Toto Wolf ha fatto una “magata” a prenderlo in Mercedes, un po’ come il sottoscritto quando portai Schumacher in Benetton».

E la Ferrari? Può dimenticarsi del mondiale anche quest’anno?
«Io posso parlare per l’Alpine ma la macchina migliore non è di colore rosso e per vincere il titolo la monoposto conta l’80 per cento».

E il pilota? 
«Vale il restante 20. A parte un fenomeno".

Che è Verstappen? 
«Esatto. Max è come Senna o Alonso, oppure come l’Hamilton giovane».

Leclerc schiuma rabbia dopo sette anni densi di imprese, come sono state le due vittorie qui a Monza, ma anche da delusioni enormi.
«Charles è bravo ma è Verstappen il numero 1, dietro Max ci sono attualmente 5-6 piloti bravi e veloci. Fra questi Leclerc».

Cosa ricorda dei gp di Monza con Schumacher?
«Ho frammenti lontani ma esaltanti. Intuendone le potenzialità fui io a mettere in macchina quel giovane ragazzo di Kerpen. Con lui la Benetton, che era buona monoposto, vinse tre mondiali: due titoli piloti e uno costruttori. Prima e dopo Michael, la Benetton fece poco».

Lei è amico di Sinner: un messaggio per Jannik in questo momento duro?
«Deve stare tranquillo, non avere fretta di recuperare dal problema al ginocchio e restare quello che è: un ragazzo serio, ricco di talento e felice di quello che fa».

La dote che apprezza in un pilota o in uno sportivo come Jannik?
«Oltre il talento, la grinta. Per essere il numero 1 in qualsiasi campo si deve mordere la vita».