Jannik Sinner non tornerà in campo a Shanghai. Il ginocchio destro che gli ha fatto saltare l’estate americana gli impedisce di giocare anche il Masters 1000 della trasferta cinese. «Purtroppo non sarò in grado di giocare al prossimo Masters 1000 di Shanghai quest’anno, come avevo sperato», scrive su Instagram. «Grazie a tutti per il supporto. Spero di rivedervi il prossimo anno».
L’ultima partita resta la finale di Wimbledon del 12 luglio: quasi tre mesi fa. Da allora sono cambiati i programmi e sono saltati cinque tornei: Montreal, Cincinnati, US Open, Pechino e Shanghai. L'ipotesi più accreditata è quella legata alla sindrome della bandelletta ileotibiale, conosciuta come «ginocchio del corridore», ma manca una diagnosi pubblicamente confermata. Sinner è stato a Lione, dove ha consultato Bertrand Sonnery-Cottet, specialista di riferimento per gli infortuni al ginocchio e già intervenuto su diversi giocatori della Juventus. Il consulto si aggiunge alle cure al JMedical di Torino, scelto dall’azzurro per il recupero.
Lo specialista, secondo quanto filtra dalla Francia, avrebbe consigliato di proseguire con la terapia conservativa. L’intervento resta dunque un’eventualità da evitare, mentre si cerca di salvare l’ultima parte dell’anno. Se diventasse necessario, il finale di stagione sarebbe seriamente compromesso e lo sguardo si sposterebbe al 2027, magari all’Australia. Per ora l’obiettivo è un altro: recuperare abbastanza da tornare a giocare, senza ricominciare ogni volta dal dolore. Il problema è la continuità: poter palleggiare o sostenere una seduta non equivale ad affrontare un torneo, con partite ravvicinate e carichi che aumentano e ogni tentativo di rientro deve fare i conti con questa differenza.
La prima occasione potrebbe essere il Six Kings Slam, l’esibizione di Riad, in Arabia Saudita, in programma il 21, 22 e 24 ottobre. Se il ginocchio lo permettesse, ripartire da lì avrebbe una logica precisa. Dopo uno stop così lungo servono avversari, scambi, situazioni che nessun allenamento riesce a riprodurre fino in fondo. Servono il tempo sulla palla, gli automatismi, la fiducia negli spostamenti. Un’esibizione offre un impegno più breve e senza punti ATP: può essere un passaggio utile prima di tornare a sostenere il ritmo del circuito.
I SOLDI DI RIAD
Si dirà che Sinner guarisce proprio quando ci sono i milioni sauditi da incassare. Non facciamo gli ipocriti: un professionista gioca anche per guadagnare e non c’è nulla di scandaloso. Il cachet, soprattutto, non cancella il senso sportivo di quel possibile rientro. Se sarà pronto, Riad potrà aiutarlo a ritrovare confidenza con la partita prima di Vienna, Parigi e delle Finals di Torino. Poi eventualmente la Davis a Bologna. L’obiettivo sarebbe arrivare alla stagione indoor con qualche certezza in più, senza pretendere che basti una partita per recuperare tre mesi. La classifica, intanto, inizia a presentare il conto. Sinner ha cominciato la settimana con 11.000 punti, Zverev con 9.630: un margine di soli 1.370, nel quale è già compreso lo scarto dei 500 del titolo di Pechino 2025.
Il tedesco, ai quarti in Cina dopo il 6-0 6-3 a Shang, può scavalcarlo vincendo Pechino e Shanghai. Perdere il primato senza poterlo difendere aggiungerebbe amarezza all’assenza; d’altro canto però accelerare il recupero per conservarlo sarebbe un errore.
Resta però una questione di comunicazione. Attorno al numero 1 al mondo crescono dubbi e speculazioni, alimentati da un recupero che si allunga e da informazioni frammentarie. Nessuno ha diritto alla sua cartella medica: la salute è una faccenda privata, anche quando appartiene al tennista più atteso d’Italia. Una maggiore chiarezza sul percorso, tuttavia, sarebbe utile proprio nell’interesse del ragazzo e nei tanti tifosi che fanno e faranno sacrifici per vederlo giocare in giro per il mondo. Si può spiegare a che punto è il recupero senza esporre ogni dettaglio clinico, indicare il prossimo controllo senza promettere una data di rientro. Il riserbo è un diritto, ma lasciare il campo alle speculazioni finisce per danneggiare proprio chi si vorrebbe proteggere..




