"Non commetterò gli errori commessi negli ultimi anni. Ruben Amorim il mio tecnico e continueremo a lavorare insieme finché non riusciremo a fare il salto di qualità". Gerry Cardinale, patron americano del Milan, in una intervista alla Gazzetta dello Sport blinda il tecnico portoghese finito nel mirino di critica e tifosi per due sconfitte nelle ultime tre gare, a Bournemouth in Europa League e in casa con il Bologna nel turno infrasettimanale di campionato. Due ko pesanti che incidono nelle rispettive classifiche (in Europa il Diavolo ha solo 3 punti in 2 gare, in Serie A è già a -7 dalle battistrada Inter e Lazio) e anche nella fiducia del gruppo. E sabato sera c'è l'appuntamento più delicato della stagione: il derby contro i nerazzurri di Chivu.
"Nei giorni prima di ogni partita lo chiamo e gli chiedo: ‘Come posso aiutarti? Di cosa hai bisogno?' e lui mi rassicura dicendomi: ‘Ci penso io, ci penso io'. Sa che ci sono, ma sa anche fare il suo lavoro", assicura Cardinale riguardo all'ex allenatore di Sporting Lisbona e Manchester United. "Non ha bisogno che io gli stia con il fiato sul collo. Sta gestendo i ragazzi e sta allenando bene il gruppo. Non penso che questo succedesse prima". Un riferimento assai velenoso al collega che Amorim ha sostituito in estate, Massimiliano Allegri, fino oggi al Napoli dopo aver fallito all'ultima giornata l'accesso alla Champions League.
Cardinale annuncia di stare per trasferirsi a Milano per stare vicino al club e di aver intenzione di fare acquisti a gennaio. "Dobbiamo continuare a migliorare la rosa perché in estate non sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Stiamo ricostruendo la squadra e, anche se mi piacciono i nuovi arrivati, quelli che sono rimasti e… i nomi di cui mi sono liberato, probabilmente ci vorranno un altro paio di sessioni di mercato per completare tutto. Per questo a gennaio sul mercato continueremo a essere aggressivi, opportunisti e continuerò a rinforzare la nostra panchina".
Mister Redbird si ispiras al cinema di Hollywood: "Nel finale di Top Gun, il 'mio' film, c’è una grande battuta: 'Non abbandono la mia spalla' dice Tom Cruise. E io non abbandono Ruben. Non è assolutamente in pericolo. Resterò al suo fianco". Quindi la frase che farà sobbalzare sulla sedia molti milanisti delusi dagli alti e bassi di questi ultimi mesi: lo scudetto, spiega il proprietario, "è un obiettivo assolutamente possibile, al cento per cento. E lo dico senza voler essere arrogante".




