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Dritto e rovescio, l'attivista rossa: "Violenza necessaria, è bene che abbiate paura"

di Roberto Tortoravenerdì 30 ottobre 2026
Dritto e rovescio, l'attivista rossa: "Violenza necessaria, è bene che abbiate paura"

2' di lettura

Francesca, attivista di sinistra, è ospite di Dritto e Rovescio, programma d’attualità e approfondimento di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. La studentessa ritorna sui fatti del 17 e 18 ottobre, con le devastazioni nel centro di Milano per quella che doveva solo essere una manifestazione contro il carovita. La giornalista che la intervista le chiede: “Tutta questa violenza, la giustifichi? È necessaria?”. E Francesca non ha timori nel confermare: “È necessaria e assolutamente giustificata, bene che abbiate paura”. 

A quel punto interviene Del Debbio: “Ma quale? Una specificazione, quando dici la violenza, intendi anche quella delle vetrine, eh?”. Francesca riconferma quanto affermato: “Certo. È necessaria, in questo momento. E volevo dire una cosa al giornalista Capezzone, che mentre parlavo era già sul telefonino a chattare. Glielo dice una persona che si alza tutti i giorni alle 5 del mattino, che ha due lauree, però purtroppo, grazie anche a questo governo va a fare la scaffalista tutti i giorni, a spaccarmi la schiena al supermercato. Noi alle manifestazioni ci siamo”.

Il direttore del Tempo non coglie la provocazione e, invece, chiede: “Perché dobbiamo avere paura? Lei ha detto, è bene che abbiate paura”. Francesca, di nuovo, ribadisce: “È bene che abbiate paura, perché queste manifestazioni sono fatte per spaventare la classe che sta comandando in questo momento. E visto che il governo non sta facendo niente, forse qualche vetrina spaccata li farà risvegliare un po', visto che sono 4 anni che state dormendo. E per noi, che ci alziamo alle 5 del mattino, non fate assolutamente niente. Noi lavoriamo solo per mangiare e per pagarci la benzina. Abbiamo parlato fin troppo per quattro anni, non sta funzionando”. Del Debbio, a quel punto, la pungola: "La battaglia politica non si fa con la paura, perché a quel punto si chiama in un altro modo".

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