Libero logo

Il calciatore che censura le cosce in nome dell'Islam

di Serenella Bettindomenica 8 novembre 2026
Il calciatore che censura le cosce in nome dell'Islam

2' di lettura

Se credevate di averle viste tutte, evidentemente non avevate ancora visto le cosce sfocate del calciatore musulmano Jaouen Hadjam che in devoto ossequio alla sua religione, dopo essere sceso in campo, pensa bene di ritoccare le immagini che lo ritraggono, al fine di non apparire come Madre Natura lo ha fatto. È il loro modo di ragionare. Non conta la verità. Il difensore del Brighton, classe 2003 - 23 anni quindi, non propriamente un vegliardo per intenderci - nelle foto trucca quello che in campo non può coprire.

Basta andare a vedere il suo profilo Instagram. Tutte le immagini sono blerate, o meglio sfocate, oscurate, all’altezza di ginocchia e cosce. Non sono ritratti venuti male, non è il fotografo che non ha messo a fuoco, perché preso da una mano tremolante o da un bicchiere di troppo, è che in religioso ossequio al precetto islamico di awrah, la zona anatomica tra l’ombelico e il ginocchio deve rimanere coperta. E questo per motivi di pudore, dignità e purezza spirituale. Amen.

662x320

Per carità, noi siamo liberali, e ognuno ha il diritto di vestirsi, coprirsi, ma allora anche scoprirsi come vuole, nei limiti si intende. Solo che in campo, Hadjam, calciatore nato a Parigi, naturalizzato algerino, ci scende con i calzoni corti. Poi per sentirsi forse meno in colpa, affinché Allah non lo castighi, dopo aver giocato, si sistema sulle foto.

Come se quei pixel eliminassero il suo peccato. Non solo, in alcune immagini, come in quelle postate il 23 giugno scorso dal Levi’s Stadium, a Santa Clara in California, Jaouen Hadjam sotto i pantaloncini da gioco indossa una specie di fuseaux aderenti, che seguono la linea della gamba e che lo coprono fino a sotto le ginocchia. Ci chiediamo a questo punto perché non scenda in campo direttamente con il caftano. O se tra poco, sempre nel religioso ossequio ai precetti dell’Islam - tema peraltro sottovalutato dai benpensanti - non ci dobbiamo aspettare che tale atteggiamento venga imposto a tutti i giocatori, islamici o no che siano. Del resto sempre più calciatori di fede musulmana scelgono di giocare con i leggings o con la calzamaglia sotto i pantaloncini, sempre in riverenza ai comandamenti del Corano che comanda agli uomini credenti di «abbassare i loro sguardi e custodire la loro castità».
Sarà, ma chi scrive vi può assicurare che i musulmani dinanzi a una donna occidentale non abbassano i loro sguardi. Ed è meglio non addentrarci nei vari commenti. Quelli da spogliatoio per l’appunto. Giusto per rimanere in tema.