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Ong, gelo al vertice. Tajani: "Cosa accadrà adesso"

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Il Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea si è conclusa senza novità sostanziali. “Oggi c’è stato solo uno scambio di vedute” sul tema dell’immigrazione, ha sottolineato Josep Borrell. “Dovremmo continuare a discuterne ma oggi niente di concreto”, ha aggiunto l’Alto rappresentante Ue per la politica estera. Presente ovviamente anche Antonio Tajani, che si è detto soddisfatto del dibattito.

“Ognuno ha sostenuto la propria posizione ma non c’è stata polemica - ha sottolineato il ministro italiano - anche la commissione mi è sembrata sensibile sul tema delle ong a seguito della relazione inequivocabile di Frontex. Abbiamo posto il tema delle ong, della solidarietà europea e della redistribuzione. Far funzionare le cose e intervenire in Africa e nei Balcani, anche con aiuti per il controllo delle frontiere. Noi - ha ribadito Tajani - non vogliamo assolutamente aprire una polemica nei confronti della Francia o della Germania. Abbiamo posto il problema della migrazione ma non c’è alcuna ripercussione sugli altri dossier. Questo è un problema reale anche per gli altri”.

In particolare Tajani ha posto l’accento sul problema delle navi delle organizzazioni non governative che “hanno appuntamento in mezzo al Mediterraneo con i trafficanti”. “Ho posto il problema dell’arrivo - ha spiegato - nel nostro Paese, di migranti che non arrivano in cerca di solidarietà, come fanno i migranti che arrivano con le piccole barche, ma di quelli che sbarcano con navi non governative. Questo deve essere regolato e controllato dall'Ue con un'azione della Commissione europea. C'è un codice di condotta che secondo noi deve essere rinforzato”.

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