Certo che quelli del Partito democratico non sono mai contenti! Prima si lamentano perché nei centri in Albania non c’è nessuno e sono uno spreco di soldi pubblici. Poi si lagnano perché negli stessi centri c’è troppa gente e partono con la litania dei trasferimenti coercitivi. Il risultato, o meglio, la notizia, è che i centri in Albania funzionano bene. E questo sta facendo sbroccare la sinistra, che su quei luoghi aveva imbastito una vera e propria campagna mediatica.
L’ultimo attacco, in ordine di tempo, è arrivato dal Tavolo Asilo e Immigrazione e dalla deputata Pd Rachele Scarpa. Ieri e oggi una delegazione si è recata nel centro di Gjader accertando «uno scenario grave e per molti versi paradossale». Cosa avranno mai trovato di così sconvolgente i membri della delegazione? «Il governo scrivono - non solo non sospende i trattenimenti, ma aumenta in modo significativo i trasferimenti forzati dai Cpr italiani verso l’Albania».
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In quale Paese al mondo un immigrato illegale subisce 23 condanne, viene allontanato con un foglio di via ma, anzich&eac...Cioè la sinistra accusa il governo non solo di dare seguito al programma elettorale, ma anche di aver avuto successo in questa azione. A testimoniarlo sono gli stessi cooperanti che spiegano, numeri alla mano, che «nelle ultime due settimane si sono registrati due trasferimenti di circa 35 persone ciascuno. Oggi sono circa 90 le persone trattenute a Gjader: il numero più alto dall’apertura del centro, nell’ottobre 2024. Per dieci mesi - prosegue la nota - i trasferimenti sono avvenuti con numeri molto più contenuti, in media circa dieci persone per volta, con una presenza complessiva intorno alle venti persone. Oggi si arriva a circa 90 presenze. I numeri segnalano un’accelerazione evidente e indicano la volontà del governo di normalizzare il funzionamento del centro, consolidando come parte strutturale del sistema di detenzione amministrativa». E non è mica finita qui, perché nella lunga lista di accuse fatte al governo c’è anche questa: «Per la prima volta è stato utilizzato il carcere presente nella struttura di Gjader». E perché mai l’avrebbero fatto? Marzullianamente i visitatori si danno pure la risposta: «Per la detenzione di una persona accusata di aver commesso un reato mentre si trovava nel Cpr. Il giorno successivo la persona è stata trasferita in Italia», immaginiamo per essere processata.
Con tutto il rispetto, per arrivare a queste conclusioni non serviva andare fino in Albania. Che il governo abbia l’intenzione di far funzionare i centri e di rendere questo sistema «strutturale» è stato chiaro fin dall’inizio quando, nell’ottobre 2024 vennero inaugurate le due strutture di Gjader e Shengjin. Da lì in avanti è stato uno stillicidio di polemiche e ricorsi, sentenze e contro sentenze. Fino a quando a promuovere il “sistema Albania” è stata l’Unione europea che tra dicembre ’25 e febbraio’26 ha messo a punto non solo la lista dei Paesi “sicuri” - definizione che aveva dato modo ad alcuni giudici di emanare sentenze per fermare i viaggi verso l’Albania-, ma anche la possibilità di accordarsi con Paesi terzi per aprire centri per il rimpatrio sul modello di quelli albanesi. Insomma per la sinistra una sconfitta su tutta la linea.
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Ricordate Carola Rackete, la figlia di un’abbiente famiglia tedesca che quando Matteo Salvini era ministro dell&rs...Non sorprende dunque, che nell’analisi finale del viaggio in Albania, i membri del Tavolo Asilo e Immigrazione e la deputata Pd Rachele Scarpa, abbiano sferrato un attacco politico: «Quando saranno i tribunali a prendere atto dell’incompatibilità, i giudici saranno di nuovo incolpati del mancato funzionamento del centro?
», per poi chiedere all’esecutivo «la sospensione immediata di tutti i trasferimenti verso il Cpr di Gjader e la chiusura del centro che continua - secondo gli esponenti di sinistra - ad operare fuori dal perimetro del diritto, in un quadro di radicale contrasto con i principi fondamentali».
Quello che la deputata Pd e i suoi sodali non dicono è una cosa molto semplice: da quando il governo di centrodestra si è insediato, è riuscito a cambiare completamente l’agenda europea sull’immigrazione. Come? Mettendo la sinistra in minoranza a Bruxelles. E allora ai dem non resta che continuare a lamentarsi: ieri perché i centri erano vuoti; oggi perché sono pieni.




