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Sea Watch disobbedisce: sbarco a Trapani. Che cosa rischia ora l'Ong

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mercoledì 18 marzo 2026
Sea Watch disobbedisce: sbarco a Trapani. Che cosa rischia ora l'Ong

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C'è da registrare l'ennesimo caso Ong. La Sea Watch 5, che batte bandiera tedesca, ha deciso di fermarsi a Trapani disobbedendo alle disposizioni delle autorità italiane. Oggi, mercoledì 18 marzo, la nave aveva chiesto approdo alla Capitaneria di porto di Trapani per lo “stato di necessità”, che, in mare, implica l’obbligo di assistere le persone in pericolo e portarle in un “luogo sicuro” nel più breve tempo possibile. Come risposta, le era stato assegnato quello di Marina di Carrara. Ma secondo loro avrebbe allungato di 1100km il viaggio delle 57 persone rimaste a bordo, vulnerabili, ferite, con ustioni sulla pelle dovute al carburante. Tra di loro c’era anche una donna in stato di gravidanza.

Ora la Sea Watch è ferma al porto di trapani. E, per forza di cose, dovrà attendere le conseguenze del suo gesto contro quella che ha definito una “tortura di stato”. Una volta effettuati gli accertamenti del caso, è probabile che venga contestato alla ong tedesca di aver violato la legge Piantedosi, con conseguente sequestro della nave, a cui seguirà un ricorso, una “prassi ormai consolidata” hanno spiegato dalla ong. In ogni caso, le condizioni mediche dei migranti sono stabili e nessuno rischia per la propria vita.