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Napoli, ufficiale accusato di agevolare le pratiche per fare entrare immigrati clandestini

di Michele Zaccardidomenica 22 marzo 2026
Napoli, ufficiale accusato di agevolare le pratiche per fare entrare immigrati clandestini

2' di lettura

Farebbe parte di un gruppo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Giuseppe Cantisano, il direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro d’Area Metropolitana di Napoli e della provincia di Salerno. È questa l’ipotesi di reato che ha spinto la polizia di Napoli a dare esecuzione a una ordinanza di interdizione temporanea dalle attività di qualsiasi pubblico ufficio, per la durata di dodici mesi, emessa dal giudice per le indagini preliminari partenopeo nei suoi confronti.

L’uomo è indagato per corruzione nell’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio. Secondo gli inquirenti fa parte di un gruppo dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina insieme ad altri indagati già destinatari di provvedimenti emessi nell’ambito della medesima indagine ed eseguiti lo scorso 9 marzo. Le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile hanno documentato come i responsabili del collaudato sistema criminale, tra i quali il direttore indagato, hanno accettato beni di lusso, viaggi e utilità di vario tipo in cambio della produzione di documentazione che agevolasse le pratiche di ingresso dei cittadini extracomunitari. In carcere ci sono già quindici indagati e altri tre sono ai domiciliari.

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L’inchiesta risale al 9 marzo scorso quando la polizia ha proceduto all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal Gip di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 18 persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento all’immigrazione clandestina pluriaggravato, falso e truffa. Destinatari della misura cautelare della custodia in carcere sono un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli e diversi titolari di aziende agricole che hanno messo a disposizione, quali datori di lavoro, le proprie realtà aziendali per false assunzioni di cittadini extra Ue. Sono stati inoltre sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari alcuni collaboratori dei principali indagati, nonché mediatori stranieri.

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Le indagini hanno documentato l’esistenza di un’organizzazione criminale nelle province di Napoli e Caserta, con proiezione transnazionale, che aveva quale scopo ultimo quello di produrre i “Nulla Osta al lavoro subordinato”, provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione dell’Ufficio Prefettizio territorialmente competente autorizza il datore di lavoro che ne faccia richiesta ad assumere un lavoratore straniero residente all’estero e preventivamente individuato.
I destinatari della misura, con vari ruoli e responsabilità, avrebbero lucrato sulla prospettiva di ingresso, ovvero di regolarizzazione, sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari, sfruttando la normativa relativa alle procedure di programmazione dei flussi. È emerso come un dipendente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, vero e proprio promotore e capo del sodalizio, si occupasse di esprimere, in via diretta o indiretta- ovvero servendosi della collaborazione di altri dipendenti pubblici- i “Pareri”, atti amministrativi con i quali venivano certificate le congruità delle richieste avanzate dai datori, prodromici al conseguimento del nulla osta, con la collaborazione di un Caf in provincia di Caserta. Una parte degli illeciti guadagni è finita nelle tasche dei datori compiacenti e organici al sodalizio, i quali percepivano una somma variabile tra i 1.200 e i 2mila euro per ogni lavoratore straniero.