Roma, 7 giu. (askanews) - Donald Trump è pronto a dichiarare nuovamente lo stato d'emergenza nazionale per poter applicare nuovi pesanti dazi nei confronti del Messico, colpevole secondo lui di non fare abbastanza per "ridurre la migrazione di massa illegale verso gli Stati Uniti" attraverso il confine messicano. I negoziati tra funzionari Usa e messicani vanno avanti da ore presso il Dipartimento di Stato. Da parte americana si è parlato di "significativi progressi" verso un accordo su misure per limitare l'ingresso di migranti irregolari. E mentre un artista messicano ha esposto una gigantesca bandiera americana con la scritta "United States of Immigrants" al confine tra i due paesi, il vicepresidente Usa Mike Pence ha dichiarato: "Noi abbiamo annunciato che il 5% delle tariffe saranno imposte su tutte le merci provenienti dal Messico da lunedì, (il 10 giugno) e se non vedremo i risultati che ci aspettiamo, se non vedremo un'azione concreta del Messico nei prossimi mesi, queste tariffe potrebbero aumentare". Il presidente degli Stati Uniti trova però resistenze in questo senso al Congresso. Aveva già dichiarato lo stato di emergenza nazionale lo scorso febbraio per reclamare i fondi per il muro anti-migranti al confine. Da parte sua il Messico, riporta il Washington Post, avrebbe proposto di inviare fino a seimila uomini della sua Guardia nazionale per sigillare il confine meridionale con il Guatemala, nell'ottica del contenimento del flusso verso gli Usa. Si attende l'esito dei negoziati.



