Roma, (askanews) - Dopo l'annuncio del premier francese, Edouard Philippe, della sospensione per sei mesi del previsto aumento del costo del carburante, anche il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, ha confermato il passo indietro per fermare le proteste dei gilet gialli in tutto il Paese. "Se non si dovesse trovare una soluzione nel corso della concertazione sull'aumento delle tasse, in programma fino al prossimo 1 marzo - ha detto - allora si rinuncerà ai rincari che hanno innescato le rivolte. Abbiamo ascoltato, abbiamo deciso la sospensione, ora cercheremo soluzioni insieme". Ma i "gilets jaunes" non intendono fermarsi e hanno annunciato nuove manifestazioni per l'8 dicembre; il ministro dell'Interno francese Christophe Castaner, in quel caso, ha promesso però una linea durissima che potrebbe portare ad altri scontri e disordini. "Vorrei dirvi rapidamente cosa abbiamo intenzione di fare - ha detto parlando in Senato - ci adatteremo alla situazione e schiereremo un numero ancora maggiore di forze dell'ordine oltre alle 65mila che sono già state messe in campo". La tensione, quindi, resta alta. La Francia e le decisioni del governo francese sono sotto i riflettori internazionali e ci si è messo anche il presidente degli Stati uniti Donald Trump che via Twitter ha ironizzato sulla decisione di Emmanuel Macron di congelare l'aumento delle tasse sul carburante. "Sono contento che il mio amico Emmanuel Macron e i manifestanti di Parigi siano d'accordo con la conclusione cui sono arrivato due anni fa", ha scritto Trump su Twitter, alludendo alla sua decisione di ritirarsi dall'accordo sui cambiamenti climatici. "È fatalmente sbagliato perché aumenta il costo dell'energia per i Paesi responsabili, coprendo alcuni dei Paesi che inquinano di più al mondo". Un messaggio che l'Eliseo ha preferito non commentare.



